Visualizzazione post con etichetta festa celtica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festa celtica. Mostra tutti i post

sabato 24 luglio 2021

Handfasting e Dextrarum Iunctio: le nozze pagane

 

Il matrimonio, così come lo conosciamo, è un rito antichissimo che si perde nella notte dei tempi e viene celebrato da millenni in ogni cultura e con ogni religione. I Celti di epoca medievale legavano le mani degli sposi quale allegoria della loro unione. Gli antichi Romani si sposavano tenendo in mano una bilancia a testimonianza dell’equilibrio fra uomo e donna, poi si davano la mano destra per simboleggiare il reciproco accordo di coppia. Nella Grecia classica il matrimonio durava tre giorni e il momento focale era il trasloco della sposa nella casa del futuro marito con tanto di corteo e banchetti a non finire. In quasi tutta l’Europa e parte del Medioriente le spose indossavano un abito color arancio, che simboleggiava il passaggio all’età adulta, e quindi la maturità sessuale; il colore bianco arrivò molto più tardi dalla cultura araba che lo accostava al bianco fiore d’arancio, simbolo di purezza.


Retaggi pagani
Anche se oggi siamo abituati a pensare che il matrimonio religioso sia solo quello cattolico con bouquet, fedi, e lancio di riso, fa un certo effetto scoprire che tutti i passi e le tradizioni sono stati presi dai culti pagani antichi e sono rimasti praticamente invariati per millenni. Per esempio, le damigelle sono un’eredità egizia: esse si vestivano riccamente come la sposa e la accompagnavano durante il corteo per confondere gli spiriti maligni che così non potevano lanciarle malefici.

Anche la tradizione di sposarsi a giugno è tipicamente pagana: siccome maggio era il mese consacrato alle nozze degli Dèi, i mortali potevano sposarsi solo dal mese successivo in poi. Inoltre la luna piena di giugno veniva chiamata “di miele” poiché quello è il momento dell’anno in cui le api depositano più miele in assoluto, e così si accomunava la consacrazione dell’amore all’idea di dolcezza. Per questo motivo il primo periodo di matrimonio (che per noi costituisce il viaggio di nozze) viene tutt’ora chiamato ‘Luna di Miele‘.

E il lancio del riso? Neanche a dirlo è anch’esso un retaggio pagano. Il riso è una pianta che nell’antichità veniva associata all’idea di abbondanza e di fertilità, perciò lanciare i chicchi sulla coppia appena sposata serviva (e serve) ad augurare una vera e propria pioggia di soldi e tanti figli sani.
Ci sono molti altri esempi e li vedremo strada facendo.

 



L’Handfasting e il Dextrarum Iunctio

Non si hanno vere e proprie testimonianze su come si svolgesse il matrimonio in epoca antica tra i Celti, questo perché non amavano la scrittura e difficilmente lasciavano documenti. Inoltre, a seconda della popolazione o del clan, il rito prevedeva rituali molto diversi tra loro, per esempio in Scozia gli sposi si giuravano eterno amore pronunciando la promessa con una pietra tra le mani.
Ma da dove arriva, allora, la legatura della mani, o handfasting?
In tempi relativamente antichi, il matrimonio veniva sigillato con un vero e proprio patto di sangue. Con la punta di un pugnale gli sposi si incidevano il polso destro lasciando fuoriuscire il proprio sangue e subito dopo li legavano insieme con una fascia di stoffa. In questo modo il loro sangue era eternamente mescolato, una era parte dell'altro e viceversa.
 
Museo archeologico di Carsulae
Come già detto, a Roma esisteva il dextrarum iunctio, cioè la giunzione delle (mani) destre. Il rito è rappresentato da diverse antefisse e bassorilievi a partire dalla fine dell'età repubblicana, cioè tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. e si è protratto fino al VII sec. d.C..  Con tale gesto gli sposi si scambiavano la promessa di una vita insieme, come un vero e proprio accordo.
Come risultato della politica espansionistica romana, molti culti e tradizioni vennero esportati e importati, grazie al naturale scambio culturale che i romani sostenevano. Dunque, anche se l'handfasting è testimoniato a partire dal 1200, cioè in un'epoca in cui non esisteva più né il patto di sangue, né il dextrarum iunctio, è naturale supporre che da qualche parte della storia, i due riti si siano incontrati - magari solo per pochissimo tempo - ma di certo non è un caso se l'handfasting li ricorda entrambi.
E a ben vedere, in tempi tardi, anche tra i Celti si cominciò a usare la sola stretta di mano in segno di un accordo tra gli sposi.



L'Handfastin moderno

Oggigiorno i neopagani sono ormai un numero altissimo in tutto il mondo e anche i matrimoni di estrazione filo-celtica o ono in continuo aumento. Come già detto, il rituale poteva variare da regione a regione e addirittura da clan a clan, per questo motivo esistono molte varianti. Una traccia in chiave moderna ci viene fornita da un famoso testo pagano degli anni ’70 intitolato “A Witches’ Bible”, scritto dai coniugi Farrar, sacerdoti wiccan inglesi. Tuttavia al giorno d’oggi molte coppie preferiscono scegliere insieme all’officiante l’intero iter ritualistico, con il risultato che ogni Handfasting è diverso da tutti gli altri e sempre originale.
In ogni caso la cerimonia possiede uno schema di base abbastanza comune, che può essere ampliata e personalizzata, e si svolge più o meno così:

  • L’officiante traccia il Cerchio, chiama gli Dei e gli Elementi
  • fa entrare gli sposi nel Cerchio, e gli unge la fronte con una croce solare (o con un pentagramma)
  • gli sposi vengono benedetti con gli Elementi
  • l’officiante pronuncia le frasi di rito e fa promettere il “sì” degli sposi
  • le mani degli sposi vengono legate con un nastro
  • gli sposi accendono un grosso cero bianco che verrà poi acceso ogni anno per l’anniversario
  • l’officiante slega le mani degli sposi
  • gli sposi si scambiano le fedi
  • l’officiante benedice la “pietra testimone”
  • gli sposi offrono un dono agli Dei (fiori, frutta, cristalli… da lasciare possibilmente nel bosco)
  • si consuma un piccolo banchetto in onore degli Dei a base di biscotti e idromele
  • si conclude il rito ringraziando gli Dei, congedando gli Elementi e riaprendo il Cerchio.

Certamente avrete notato un passo in particolare… e cioè lo scambio delle fedi. Anche questo risale a tempi antichi: l’anello, di forma circolare, ricorda simbolicamente l’anno solare e il suo eterno ciclo stagionale. Il nome stesso proviene dal latino annus, ovvero “anno”, la cui radice indoeuropea an- vuol dire “circolo”. Inoltre il termine anulare indica il dito su cui va infilato l’anello. In altre parole la fede nuziale è uno strumento per propiziare l’eternità dell’unione. In questo senso, quindi, non ha alcun legame particolare con la sola religione cristiana, ma anzi fa da denominatore comune a diversi culti.

Ma vediamo anche gli altri elementi. Il gesto di stringersi le mani destre in segno di accordo, di cui ho parlato in precedenza, ha natali estremamente antichi: le prime testimonianze risalgono alle popolazioni babilonesi, sebbene in quel caso il significato non riguardasse il matrimonio, ma l'onore di ricevere il potere dalle mani della divinità.

Il nastro che lega le mani degli sposi acquisisce il valore di strumento magico che viene “caricato” dal volere della coppia nell’intento di unire spiritualmente le proprie anime oltre la visione terrena. Va specificato che sono molti quelli che vedono nell’unione terrena la riaffermazione di un legame che esiste cosmicamente ed eternamente fra due persone, a prescindere dai limiti di tempo e di spazio, e che quindi in ogni vita successiva essi si rincontrano e continuano la loro vita insieme. Alla fine del rito gli sposi possono scegliere di tenere il nastro come ricordo e riutilizzarlo ogni anno in occasione dell’anniversario legando reciprocamente le proprie mani, oppure di fare un nodo e di bruciarlo per sigillare l’idea di legamento.

Poi c’è la pietra “testimone” ovvero una pietra particolare scelta dalla coppia (che può essere un sasso molto levigato, un cristallo o una pietra preziosa) che simboleggia la ferma e reciproca volontà dei due a sposarsi e a rendere solido il matrimonio.

C'erano moltissimi altri riti, gesti e azioni che facevano parte delle celebrazioni antiche e che possono essere integrati. L'importante è creare un percorso liturgico in cui entrambi gli sposi si vedono e si riconoscono.


Ritualistica
Torniamo al rito in sé. Esso può essere celebrato da uno o due officianti. Nel primo caso l’officiante unico può essere un sacerdote o una sacerdotessa; nel secondo caso ci sono entrambi. In alcune cerimonie che si svolgono durante i festival celtici, l’officiante è spesso un druido (o meglio un neodruido) che sposa coppie di giovani con un rito semplicissimo: dopo che i due pronunciano il proprio nome, egli gli lega le mani e gli pone sopra un falcetto e un ramo di vischio, sigillando l’unione. 

Il falcetto e il vischio sono strettamente legati alle arcaiche funzioni religiose celtiche: il druido tagliava con il falcetto un ramo di vischio cresciuto sulle querce; anticamente si credeva che le sue bacche contenessero lo sperma degli Dèi ed era quindi il più prezioso strumento magico legato alla fecondità e all'abbondanza: due idee legate al matrimonio. Il vischio, dunque, rappresenta la funzione creativa dell’unione sessuale, che benedice la coppia e il suo amore. Non a caso, ancora oggi, ci baciamo sotto il vischio.

Altro tipo di Handfasting è quello chiamato “Intimo”, che viene celebrato solamente dagli sposi, in segreto, con al massimo la presenza di due testimoni. Si tratta di una cerimonia semplice, in cui i due sposi si promettono amore e fedeltà davanti al volere degli Dèi. Oggi è poco utilizzato a dire il vero, ma certamente ci fornisce una splendida testimonianza di un passato romantico e carico di mistero.

 

 

 


Legalmente Uniti
Per chi se lo stesse chiedendo, secondo la legge italiana, nessuna coppia può dirsi sposata con il solo rito religioso, nemmeno con quello cattolico. Tuttavia ci sono delle concessioni che possono far aggirare l’ostacolo. Generalmente si può chiedere che l’officiante venga autorizzato a celebrare il matrimonio civile con una delega speciale, ma occorre accettarsi che il proprio comune preveda questo genere di pratiche e che, in tal caso, preveda altresì che il rito possa essere officiato al di fuori delle mura del municipio.
Superati questi piccoli intralci burocratici, che sia un druido o una sacerdotessa, il vostro officiante potrà sposarvi secondo ogni legge… civile e divina.

 

Se avete ulteriori domande o necessitate di qualcuno che celebri la vostra unione, non esitate a contattarmi.

 

Crediti d'immagine:
Mad Cerimonies, Awen Creative, Monica Casalini, Johanna Polle.

mercoledì 11 novembre 2020

Calendario Pagano 2021


Da oggi è possibile ordinare il Calendario Pagano 2021!

Dopo mesi di lavoro è finalmente disponibile! Questo è un traguardo davvero importante, non solo per me, ma per tutti. Perché da oggi c'è un'alternativa valida al calendario classico; perché ognuno dei 365 giorni indica una o più festività pagane; perché le illustrazioni della talentuosa Erika Asphodel Di Paolo descrivono in ogni dettaglio la bellezza dei 12 mesi.
Ma soprattutto perché questo calendario è il primo e l'unico al mondo nel suo genere.

 


Il Calendario Pagano 2021 è in formato A3, rilegato a spirale, con 13 fogli più un cartoncino di supporto. Il casellario contiene il nome delle feste e la loro origine, le icone delle lunazioni e dei segni zodiacali, e c'è ancora spazio per segnare i vostri appuntamenti.

 

➡️ per ordinarlo vai su www.calendariopagano.it e compila il form ⬅️




lunedì 14 settembre 2020

Mabon (?)


Prima di scrivere anche una sola riga su questa "festività" è bene ricordare che il nome Mabon associato all'Equinozio d'Autunno è un grave errore storico.
Anticamente la festa non aveva alcuna nomenclatura, era semplicemente l'Equinozio d'Autunno.
Negli anni '70 l'autore wiccan Aidan A. Kelly decise arbitrariamente che serviva un nome per la festa dell'equinozio. La scelta ricadde sul dio celtico Mabon, la cui storia mitologica gli sembrò addirsi al caso.

«Mabon ap Modron» era "il figlio divino della madre divina" cioè Modron, Grande Madre gallese. La storia racconta che a soli tre giorni dalla propria nascita il piccolo Mabon fu rapito e portato nel Regno dei Morti, dove visse come prigioniero per molti anni. A quel punto sua madre partì alla disperata ricerca del figlio e come conseguenza di questo atto la popolazione del mondo diminuì.
Alla fine Mabon fu salvato da un eroe che - a seconda delle storie - può essere Culhwch o Artù.

Tale racconto ricalca il mito greco di Persefone rapita da Ade e portata negli Inferi: quando sua madre Demetra partì alla sua ricerca tutta la vegetazione smise di esistere e gli uomini cominciarono a morire.
Il mito greco veniva rievocato durante i Misteri Eleusini che si tenevano in autunno e dunque il prof. Kelly deve aver utilizzato questo parallelismo per posizionare la figura di Mabon in occasione dell'equinozio di settembre.

In effetti Mabon era tutt'altro che un dio autunnale: egli era il dio della giovinezza e della vegetazione, perciò associato alla primavera e a tutto ciò che in quel periodo rinasce.
E infatti tra i Romani venne assimilato ad Apollo Maponus per le caratteristiche legate all'arte, alla musica e alla bellezza giovanile. Non a caso la nascita di Apollo veniva ricordata proprio in occasione dell'Equinozio di Primavera e - come ben sappiamo - gli antichi non avrebbero mai fatto l'errore di associare due divinità con caratteristiche tanto diverse.

Il 22 settembre alle ore 15,30 entrerà l'Equinozio d'Autunno e, per quanto mi riguarda, io lo chiamerò così. Se è vero che i neopagani sono sempre più attenti ai dettagli e alla storicità del culto e se è vero che le divinità non vanno né confuse, né gli si deve mancare di rispetto, allora è il caso che iniziamo tutti a chiamare questa festa con il suo vero nome. O - perché no? - a sceglierne uno nuovo, corretto e storicamente accettabile, questa volta con l'apporto di tutta la comunità neopagana mondiale.
Fino ad allora, però, sarà bene porre rimedio agli errori del passato, rifiutando quelle scelte arbitrarie che ci fanno apparire come una comunità superficiale e poco attenta alla nostra stessa storia.


P.s.: mi preme sottolineare che Kelly decise a tavolino anche i nomi di Ostara e Litha, così come lui stesso dice nell'articolo "About Naming Ostara, Litha, and Mabon" che potete leggere qui.

Testo protetto da Copyrighted e Creative Commons, originariamente pubblicato su: http://monica-casalini.blogspot.com/2020/09/mabon.html
Illustrazione: autore sconosciuto, crediti su segnalazione.

Fonti:
https://www.patheos.com/blogs/adamantinemuse/2019/09/did-mabon-steal-the-autumn-equinox
https://www.patheos.com/blogs/panmankey/2015/09/mabon-outrage-and-why-we-love-the-autumnal-equinox
https://www.patheos.com/blogs/allergicpagan/2013/09/20/mabon-mabon-not

mercoledì 22 luglio 2020

Lughnasadh

 
 
Lughnasadh è alle porte. Il grano nei campi è ormai biondo e docile, la frutta sugli alberi è matura e il sole tente lentamente verso il sud dell'orizzonte celeste.

1° agosto: tempo di Lugh
Lughnasadh è un'antica celebrazione irlandese in cui si festeggia ambivalentemente la vita e la morte. E' il cosiddetto primo raccolto, quando il grano viene tagliato per iniziare il suo ciclo di panificazione.
Oggi la ruota dell'anno è al culmine della fertilità, ma è anche il momento in cui comincia un processo di lento declino.


La Vita
Il termine “Lughnasadh” significa letteralmente “Assemblea di Lugh” perché in questo giorno, secondo il mito, il dio Lugh (il dio solare, legato alle arti e alla legge) aveva fissato le proprie nozze e i giochi funebri in onore di sua madre Tailtiu (che abbiamo visto giorni fa).
Anticamente, in Irlanda, i matrimoni erano celebrati solo in questa data (ricordiamo che Beltane era riservato alle nozze divine) e per l'occasione si preparavano banchetti appositi a base di carni, frutta di stagione, mirtilli*, tanto pane, cipolle e soprattutto birra. Le decorazioni erano fatte con le spighe di orzo e grano, trecce di aglio e cipolle.
Nel giorno del matrimonio gli sposi dovevano fare particolari danze rituali prima dell'Hand Fasting e subito dopo dovevano saltare un falò (tradizione che diventò abbastanza nota dopo l'uscita del film "Ballando a Lughnasa" in cui le coppie di innamorati si sposano saltando un fuoco).

*Nota: A Lughnasadh si praticava la raccolta dei mirtilli a scopo divinatorio: se i mirtilli erano abbondanti il raccolto sarebbe stato altrettanto generoso.)
 
 

La Morte
Il 1° agosto, come anticipato, si celebravano i funerali della madre di Lugh ed erano accompagnati da giochi a carattere sportivo con gare di corsa, competizioni di abilità, ecc...
Ma giochi a parte, i riti di Lughnasadh erano volti ad assicurare raccolti abbondanti anche in autunno, così da stare tranquilli nei mesi invernali. Una delle pratiche che da sempre mira a questo scopo è sicuramente il "sacrificio". Sin dall'antichità gli uomini hanno sacrificato e immolato agli Dei (e poi al Dio cristiano) ciò che avevano di più prezioso per ottenere in cambio favori, assicurarsi beni e salute o placare le ire di chi avevano offeso. Insomma una rinuncia necessaria per raggiungere un intento più importante. E se ci pensiamo bene un tipo di sacrificio molto più leggero esiste ancora oggi come semplice fioretto: "per un mese non fumerò/mangerò cioccolata/berrò alcol
affinché mio zio si rimetta dalla malattia".
Il rito classico di Lughnasadh era l'uccisione dello "Spirito del Grano" e poteva avvenire in diversi modi. Il più conosciuto era quello del fantoccio fatto con le spighe di grano e poi arso sulla terra mietuta; in questo modo il "dio sacrificale" compie il suo destino e dalla sua morte si auspica la sua nuova vita nell'anno successivo: ovvero nuovi raccolti abbondanti di grano.
Un'altra pratica era quella di sacrificare un gallo, il quale rappresentava ancora lo Spirito del Grano: veniva dato alle fiamme e le sua ceneri sparse per i campi con o scopo di fertilizzarle.
Per fortuna anche questa pratica cruenta cessò di esistere e il gallo anziché ucciso veniva liberato per simboleggiare lo Spirito del Grano che torna nei campi per infondere nuova fertilità.



La Vecchia e la Fanciulla del Grano
«Uno dei più importanti eventi dell’anno agrario nell’antica Europa era ed è ancora il raccolto del grano. Risalente all’Età Neolitica, la coltivazione dei cereali ha letteralmente plasmato tutte le civiltà europee e mediterranee: la farina e il pane erano la vita per le antiche popolazioni.
La mitologia più antica narrò di due entità femminili, madre e figlia, che rappresentavano forse il raccolto maturo e il futuro raccolto da seminare, entrambe simboleggiate dall’ultimo covone mietuto, quasi a raffigurare la loro somiglianza e identità. Il folklore europeo ne parlò come la Vecchia del Grano, il vecchio spirito o la vecchia divinità che moriva al momento del raccolto per incarnarsi nella Fanciulla del Grano, raffigurata come una bambola formata con le spighe dell’ultimo covone e conservata come un talismano per tutto l’anno. In epoche precristiane queste due figure venivano chiamate Demetra e Persefone, o Cerere e Proserpina.»
[Tratto da "Feste Pagane" di Roberto Fattore]


.
Foto: Victoria Musson

Bibliografia:
- Calendario di A. Cattabiani
- Il Ramo d'Oro di J. Frazer
- La Dea Bianca di R. Graves
- Feste Pagane di R. Fattore

giovedì 26 marzo 2020

Un messaggio di speranza dalla Regina di Maggio - Edimburgo


Ogni anno a Edimburgo, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, si tiene la magnifica festa di Beltane. Una festa davvero religiosa, colma di spiritualità, antico sentimento pagano e simbolismo esoterico. 
Quest'anno purtroppo non potrà essere svolta a causa della pandemia di Covid19 ma la Regina di Maggio designata ha un messaggio per tutti noi.

Questo poema è stato scritto quando il COVID-19 era a malapena un sussurro, quindi sebbene non ci si riferisca ad esso direttamente, la speranza è che in queste parole si possa trovare un po' di sollievo.

Katie incarna la nostra Regina di Maggio per la terza e ultima volta quest'anno. Ascoltate la sua poesia.


"Chi è lei, la regina di maggio?
La vediamo tra i fiori, la sua gioia spiega i boccioli
Dalle punte degli alberi alle radici e alle foglie
E sotto il muschio nel fango
Il suo respiro è leggero, il suo spirito è luminoso
Mentre balla lungo il lago
Ma la sua ira è reale, e alla tua porta la sua tempesta bussa
Ha creato la terra; la rinnova e la protegge, vedi
Accendi la sua fiamma, ma sappi che non sarà addomesticata
Quando si diffonde, è selvaggia e libera

È la terra a cui apparteniamo
La Triplice Dea in forma materna dentro di te
È quella che onoriamo, è quella che conosciamo
È il cuore che batte dentro
È il cuore che batte sotto

E qual è il suo messaggio quest'anno?
Dopo la negazione arriva la rabbia, dopo la rabbia, il dolore. E sappiamo tutti perché.
200 specie muoiono al giorno e se non cambiamo saranno perdute per sempre.
La nostra terra è bruciata, i nostri inquinanti alti, ci sono uccelli che soffocano con la  plastica e non volano più nel cielo.
Potrei continuare con molti fatti, ma trovo che quando mi dilungo nei miei sentimenti semplicemente non riesco ad agire.
Dopo la negazione arriva la rabbia, dopo la rabbia, il dolore, dopo il dolore, l'accettazione.
Una volta che abbiamo sentito la piena forza della nostra fragilità e affrontato l'inaccessibile, non può più nuocere.
Perché nel profondo del nostro dolore si accende la gentilezza, quando trasformiamo rabbia e dolore e non rinunciamo alla lotta.

Mentre ci prendiamo la responsabilità per la nostra parte complice in questa tragedia, possiamo scegliere di cambiare la storia nella sua totalità.
Questo non è un sentimento hippy, è un sentimento che sta riportando il potere alla gente per essere il capo di se stessa, perché possiamo scegliere di scrivere la storia che verrà, siamo noi che creiamo la magia e il mito, battendo sul tamburo.
Scegliere una nuova narrativa che è ciò che dobbiamo fare, ma la vera saggezza arriva attraverso l'amore e l'azione - quindi facciamo diventare realtà questa visione
Remitologizzare e riorganizzare, abbiamo ancora tempo
Revisione e riappartenenza al clan, riascoltiamo quell'idea

E ti chiedo un'ultima volta di sognare con me.
Senza bypassare la realtà di questa tragedia, cosa succederebbe se tutto andasse bene?
E se l'acqua fluisse senza inquinamento ogni giorno, e se respirassimo l'aria pura, e se il fuoco desse fertilità e non disperazione, e se la vitalità della terra non fosse esaurita e il cibo che mangiamo non fosse trattato?
E se volessimo proteggere la preziosità della vita sulla terra per la sua intrinseca bellezza non per il suo valore monetario?
E se sostenessimo e onorassimo tutte le madri, e se ascoltassimo i nostri anziani, e se non ci fossero confini, se ci fosse equità nella nostra società indipendentemente da genere, nazionalità e classe, e se il sistema patriarcale capitalistico crollasse a terra?
E se per ogni problema ci fossero tre soluzioni e ne troviamo una che nutrirà tutto? Come se fossimo connessi alla crescita dei miceli dei funghi, ricordiamo perché siamo qui quando ci guardiamo negli occhi.
La paura viaggia veloce sì, ma la speranza è più dura da rimuovere,
Quando splendiamo con le nostre anime e ci riuniamo, semplicemente miglioriamo.
Siamo di fronte a un rito collettivo di passaggio e dobbiamo ricordare che il nostro dono è nella sfida Quando sentiamo il nostro dolore i nostri doni vengono liberati, quando vediamo un bambino piantare semi di fiori selvatici, la speranza è nelle piccole cose
E questo è il suo messaggio quest'anno, lei che si muove dentro di noi mentre ridefiniamo il nostro posto qui, dove insieme possiamo modificare il corso del fiume, permettendo alla diversità di prosperare

La diversità porta il caos sì, ma la resilienza di cui abbiamo bisogno per tenerci in vita.
Ci sono forze che agiscono in questo mondo più oscure di quanto abbiamo mai visto
ma la notte più buia libera una luce più luminosa,

Possa essere mostrata la nostra fiamma collettiva."


Tradotto da beltane.org/a-message-of-hope-from-our-may-queen Foto di Ken Dunton

mercoledì 15 gennaio 2020

Acqua di Imbolc

Ho da poco inaugurato sulla pagina fb del Calendario Pagano una nuova iniziativa: il #sabatopagano. Si tratta di post settimanali con cui condivido ricette di incensi, tradizioni, curiosità, rimedi antichi, bagni rituali, ecc...
 
Questo sabato voglio condividere con voi una mia vecchia ricetta per preparare un'acqua celebrativa di Imbolc.

L'ingrediente principale è la neve, ma in caso non se ne avesse a disposizione si può utilizzare del semplice ghiaccio.

Accendete una candela bianca per tutta la durata della preparazione.
Ponete la neve (o il ghiaccio) in una ciotola di vetro appoggiata sopra alla corteccia di betulla. Va bene anche un piccolo ciocco oppure una fetta di legno, l'importante è che siano di betulla. Mettete il tutto al sole o accanto a una finestra in modo che riceva la luce solare.
Una volta ottenuta l'acqua aggiungete un pizzico abbondante di sale e benedite come da vostra abitudine. Poi aggiungete 3 gocce di o.e. di olibano e mescolando visualizzate l'intento che volete operare con la celebrazione di Imbolc.
Se avete una Croce di Brigit ponetela sopra la ciotola e caricate l'acqua.
Una volta finito versatela in una boccetta di vetro e conservatela per la celebrazione.

Potete utilizzare questa acqua per purificare voi stessi o la vostra casa, per bandire le negatività, per consacrare i vostri oggetti o come offerta a Brigit.


Testo protetto da Copyrighted.com e da Creative Commons.


sabato 4 ottobre 2014

Le vere origini di Halloween

Vi siete mai chiesti da dove provenga la festa di Halloween? Perché ci si traveste da diavoletti e vampiri? E perché si chiedono i dolcetti?

Se avete risposto "America", "è una festa satanica" ed "è una festa per bambini" siete completamente fuori strada.

Halloween è la moderna eredità dell'antica festa celtica "Samhain", una celebrazione che onorava i defunti e festeggiava il passaggio stagionale dall'estate all'inverno, con risvolti sociali e religiosi profondi e affatto scontati.

Per questi e altri motivi è nato l'anno scorso il progetto "Le vere origini di Halloween"che vuole riabilitare la giusta immagine di questa meravigliosa festa dai toni a volte scanzonati, ma pur sempre legati a una spiritualità complessa e definita.
Nel sito ufficiale e nella pagina facebook potrete trovare tantissimi articoli, ebook e altri strumenti di conoscenza curati da storici e autori italiani, non ché da psicologi, antropologi e ricercatori. Insomma un punto di riferimento per tutti coloro che amano conoscere la verità delle cose anziché perpetrare le dicerìe e le superstizioni.



Qui di seguito riporto un mio articolo scritto per la rivista di approfondimento filosofico "Riflessioni" in cui la parte storico-antropologica ben descrive il senso di appartenenza di una cultura fortemente legata ai cicli naturali e distante anni luce dalle macabre convinzioni odierne.



Halloween? No, Samhain
di Monica Casalini


Halloween? No, SamhainSiamo in età precristiana. Ci troviamo nel Nord Europa dove il freddo invernale costituisce un nemico invisibile che ogni anno falcia via le vite di tante persone del nostro villaggio. Siamo alla fine di ottobre e il freddo pungente annuncia la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno: Samhain.

Questa parola deriva dal gaelico antico "Sam Fuin" ovvero fine dell’estate (nel tempo Samhuinn in gaelico e Samhain in inglese antico). Gli antichi Celti dividevano l’anno in due grandi stagioni in base alla transumanza del bestiame e questa festa segnava la fine dei raccolti e l’inizio della parte buia dell’anno. Come detto, questo è l’ultimo raccolto, quello più importante che si spera essere anche il più abbondante perché dovrà fornire cibo per tutti i mesi invernali, garantendo la sopravvivenza di tutti.

 La festa dei morti e la divinazione

Samhain costituisce quindi un passaggio dalla luce al buio, chiude un ciclo e ne apre un altro, perciò era considerato una specie di capodanno. In questa occasione (così come nella festa speculare di Beltane, sei mesi dopo) i confini dei mondi diventano più sottili, permettendo qualche “intrusione” da un mondo all’altro. I Celti sapevano che gli spiriti degli avi tornavano sulla terra a far visita, portando – chissà – auspici e protezione. Questo è il motivo principale per cui a Samhain oggi leggiamo le rune e i tarocchi per trarre auspici per il futuro. A proposito di divinazione, una vecchissima filastrocca inglese recita:



“When witches abound
and ghosts are seen
your fate you‘ll learn
on Halloween”


Trad.: Quando le streghe abbondano
e fantasmi vengono avvistati
scoprirai il tuo destino
nel giorno di Halloween.



Le zucche

Come da tradizione gli antichi infilavano una candela in una rapa cava posta fuori dalla finestra affinché gli spiriti ritrovassero la strada di casa. (La zucca arrivò centinaia e centinaia di anni più tardi, quando i primi coloni inglesi migrarono in America, e non avendo a disposizione rape, le sostituirono con le zucche).

Infatti la leggenda irlandese di Jack o’Lantern vede come protagonista un uomo condannato a vagare di notte con una rapa porta-candela.

Con le zucche la cosa cambiò, perché essendo molto grandi permettevano di essere intagliate e quindi di poterci disegnare sopra facce buffe o spaventose per scacciare gli spiriti cattivi.



Il cibo rituale

Banchetto. Un’altra tradizione era quella di preparare un lauto banchetto che aveva il duplice scopo di propiziare abbondanza durante l’inverno e di onorare i defunti, con l’aggiunta di un posto vuoto a tavola.

Le “Fave dei Morti”. Sono i tipici dolcetti che si preparano per la festa dei morti e si chiamano così perché gli antichi (soprattutto gli antichi Romani) pensavano che le piante a baccello fossero dei collegamenti naturali tra gli l’Oltretomba e la Terra. Per questo motivo credevano che i morti mangiassero fave e fagioli e durante le Parentalia (feste romane dei morti) il capofamiglia se ne gettava dietro le spalle una manciata. Col tempo l’usanza cambiò pur conservando la sostanza: il concetto di cibo.

Soul Cake. Sì, c’entra anche Sting. Durante il Medioevo in quasi tutta l’Europa del Nord si preparava una torta chiamata “soul cake” (torta dell’anima), probabilmente un rimasuglio delle fave dei morti. Questa torta consisteva in un pane dolce con uva sultanina o ribes. Per i bambini era tradizione fare “souling” cioè andare di porta in porta chiedendo un pezzo di torta e per ciascuna fetta si doveva pregare per l’anima di un parente defunto (molto simile al dolcetto scherzetto moderno, eh? Ma come vedremo più avanti è il Souling a derivare dal Trick or Treat). E c’era anche una canzoncina… rivisitata poi da Sting e adattata al Natale:



“A soul cake

a soul cake

have mercy on all christian souls

for a soul cake”



Trad.: abbi pietà per tutte le anime cristiane per una torta dell’anima.
  

Halloween e Ognissanti

Il termine deriva dalla frase “All Hallows Eve” cioè “notte di tutti gli spiriti”, che nel tempo si è contratta nella forma “Hallow E’en”. Hallow di per sé significa santo, ma non certo nell’accezione odierna, bensì a significare “sacro”; così come sacro è lo spirito del defunto che torna nella Terra dell’Estate prima di reincarnarsi.

Halloween-Samhain si festaggia nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre perché per i Celti il giorno aveva inizio dopo il tramonto del giorno precedente.

Quando la Chiesa Cattolica decise di sostituire la propria festa con quella pagana, la spostò dal 13 maggio al 1° novembre per sovrapporla ad essa. In altre parole, la festa dei Santi (cioè dei morti, perché i Santi sono persone morte) si sovrappose alla… festa dei (santi)morti. Tanto per rafforzare la cosa – o per incasinarla, non è chiaro – pose questa al 1° novembre e quella dei morti “normali” al 2 di novembre.

E nonostante si tratti della stessa cosa, qualcuno ha anche il coraggio di definire Halloween una festa satanica…



Trick or Treat?
Questa frase significa "inganno o offerta?" poi divenuto "dolcetto o scherzetto". A chi non offre nulla viene fatta una burla che consiste nell'imbrattare i vetri delle finestre. Nell'antichità festeggiare Samhain era talmente importante che chi non osservava questa usanza veniva, in un certo qual modo, emarginato della comunità. Quel che resta di tale sgarbato trattamento è proprio il "trick or treat".



I moderni travestimenti

I contadini delle campagne irlandesi e scozzesi credevano che in questa notte alcuni spiriti di defunti malvagi potessero recargli del male. Perciò si travestivano da mostri, orchi, fantasmi e altri personaggi terrificanti, per spaventare gli spiriti o confondersi fra di essi e non essere molestati. Ecco spiegato il motivo del travestimento horror che ancora oggi accompagna questa festa.



Oggi

Nel neopaganesimo Samhain (e la Calenda per la Stregheria) costituiscono il capodanno perciò ci si butta alle spalle tutto ciò che vogliamo eliminare dalla nostra vita e si fanno i propositi per l’anno nuovo. Il rito classico consiste nello scrivere cosa si vuole buttarsi alle spalle su un foglietto per poi darlo alle fiamme. La cena dell’ultimo raccolto costituisce il massimo momento di aggregazione con amici e parenti, si prepara un bel banchetto a base di cibi autunnali e l’immancabile zucca cucinata in mille modi. La tradizione vuole che ci sia sempre un posto vuoto apparecchiato in più rispetto agli invitati; in questo modo si onorano i defunti che potrebbero voler partecipare. Altra tradizione vuole che si mettano fuori dalla porta una mela e una candela: la candela serve per indicare la strada di casa ai propri defunti, mentre la mela serve per sfamarli.

mercoledì 17 luglio 2013

Appuntamenti da settembre

Il calendario della sottoscritta non si ferma mai e gli appuntamenti si moltiplicano a vista d'occhio. Dopo la pausa estiva si ricomincia in gran forma!


SETTEMBRE

Venerdì 6 settembre
Presentazione de "Il Pentagramma"
a Biassono - luogo e orari da destinarsi


Venerdì 13 settembre
Incontro con l'autrice de "Il Pentagramma"
dalle ore 19.30 presso il Tempio della Luna di Milano


Sabato 14 settembre
Lettura con i Tarocchi offerta da Monica Casalini
nel pomeriggio presso il Tempio della Luna di Milano


OTTOBRE

Ciclo di conferenze "Le origini della festa". Dal Sabba delle streghe al Santo Natale; dal festival celtico ad Halloween: da dove derivano le moderne festività" a cura di Monica Casalini
sabato 5 - Yule e Saturnali per il Natale e Imbolc per la Candelora;
sabato 12 - Ostara per la Pasqua e Beltane per il Calendimaggio;
sabato 19 - Litha per San Giovanni e Lammas per le feste del Pane;
sabato 16 - Mabon per il Ringraziamento e Samhain per Halloween e Ognissanti;
Presso l'Associazione Cerchio delle Serpi di Saronno


Venerdì 11 ottobre
Presentazione de "Il Pentagramma"
presso La Bagatella di Varese



lunedì 22 aprile 2013

Prima puntata di "La Ruota dell'Anno"

Per chi si fosse perso la prima puntata della nuova rubrica di Pagan Channel, ecco qui di seguito la registrazione.

Grazie a tutti coloro che hanno seguito in diretta e ai tanti che hanno commentato nei giorni successivi!