sabato 24 luglio 2021

Handfasting e Dextrarum Iunctio: le nozze pagane

 

Il matrimonio, così come lo conosciamo, è un rito antichissimo che si perde nella notte dei tempi e viene celebrato da millenni in ogni cultura e con ogni religione. I Celti di epoca medievale legavano le mani degli sposi quale allegoria della loro unione. Gli antichi Romani si sposavano tenendo in mano una bilancia a testimonianza dell’equilibrio fra uomo e donna, poi si davano la mano destra per simboleggiare il reciproco accordo di coppia. Nella Grecia classica il matrimonio durava tre giorni e il momento focale era il trasloco della sposa nella casa del futuro marito con tanto di corteo e banchetti a non finire. In quasi tutta l’Europa e parte del Medioriente le spose indossavano un abito color arancio, che simboleggiava il passaggio all’età adulta, e quindi la maturità sessuale; il colore bianco arrivò molto più tardi dalla cultura araba che lo accostava al bianco fiore d’arancio, simbolo di purezza.


Retaggi pagani
Anche se oggi siamo abituati a pensare che il matrimonio religioso sia solo quello cattolico con bouquet, fedi, e lancio di riso, fa un certo effetto scoprire che tutti i passi e le tradizioni sono stati presi dai culti pagani antichi e sono rimasti praticamente invariati per millenni. Per esempio, le damigelle sono un’eredità egizia: esse si vestivano riccamente come la sposa e la accompagnavano durante il corteo per confondere gli spiriti maligni che così non potevano lanciarle malefici.

Anche la tradizione di sposarsi a giugno è tipicamente pagana: siccome maggio era il mese consacrato alle nozze degli Dèi, i mortali potevano sposarsi solo dal mese successivo in poi. Inoltre la luna piena di giugno veniva chiamata “di miele” poiché quello è il momento dell’anno in cui le api depositano più miele in assoluto, e così si accomunava la consacrazione dell’amore all’idea di dolcezza. Per questo motivo il primo periodo di matrimonio (che per noi costituisce il viaggio di nozze) viene tutt’ora chiamato ‘Luna di Miele‘.

E il lancio del riso? Neanche a dirlo è anch’esso un retaggio pagano. Il riso è una pianta che nell’antichità veniva associata all’idea di abbondanza e di fertilità, perciò lanciare i chicchi sulla coppia appena sposata serviva (e serve) ad augurare una vera e propria pioggia di soldi e tanti figli sani.
Ci sono molti altri esempi e li vedremo strada facendo.

 



L’Handfasting e il Dextrarum Iunctio

Non si hanno vere e proprie testimonianze su come si svolgesse il matrimonio in epoca antica tra i Celti, questo perché non amavano la scrittura e difficilmente lasciavano documenti. Inoltre, a seconda della popolazione o del clan, il rito prevedeva rituali molto diversi tra loro, per esempio in Scozia gli sposi si giuravano eterno amore pronunciando la promessa con una pietra tra le mani.
Ma da dove arriva, allora, la legatura della mani, o handfasting?
In tempi relativamente antichi, il matrimonio veniva sigillato con un vero e proprio patto di sangue. Con la punta di un pugnale gli sposi si incidevano il polso destro lasciando fuoriuscire il proprio sangue e subito dopo li legavano insieme con una fascia di stoffa. In questo modo il loro sangue era eternamente mescolato, una era parte dell'altro e viceversa.
 
Museo archeologico di Carsulae
Come già detto, a Roma esisteva il dextrarum iunctio, cioè la giunzione delle (mani) destre. Il rito è rappresentato da diverse antefisse e bassorilievi a partire dalla fine dell'età repubblicana, cioè tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. e si è protratto fino al VII sec. d.C..  Con tale gesto gli sposi si scambiavano la promessa di una vita insieme, come un vero e proprio accordo.
Come risultato della politica espansionistica romana, molti culti e tradizioni vennero esportati e importati, grazie al naturale scambio culturale che i romani sostenevano. Dunque, anche se l'handfasting è testimoniato a partire dal 1200, cioè in un'epoca in cui non esisteva più né il patto di sangue, né il dextrarum iunctio, è naturale supporre che da qualche parte della storia, i due riti si siano incontrati - magari solo per pochissimo tempo - ma di certo non è un caso se l'handfasting li ricorda entrambi.
E a ben vedere, in tempi tardi, anche tra i Celti si cominciò a usare la sola stretta di mano in segno di un accordo tra gli sposi.



L'Handfastin moderno

Oggigiorno i neopagani sono ormai un numero altissimo in tutto il mondo e anche i matrimoni di estrazione filo-celtica o ono in continuo aumento. Come già detto, il rituale poteva variare da regione a regione e addirittura da clan a clan, per questo motivo esistono molte varianti. Una traccia in chiave moderna ci viene fornita da un famoso testo pagano degli anni ’70 intitolato “A Witches’ Bible”, scritto dai coniugi Farrar, sacerdoti wiccan inglesi. Tuttavia al giorno d’oggi molte coppie preferiscono scegliere insieme all’officiante l’intero iter ritualistico, con il risultato che ogni Handfasting è diverso da tutti gli altri e sempre originale.
In ogni caso la cerimonia possiede uno schema di base abbastanza comune, che può essere ampliata e personalizzata, e si svolge più o meno così:

  • L’officiante traccia il Cerchio, chiama gli Dei e gli Elementi
  • fa entrare gli sposi nel Cerchio, e gli unge la fronte con una croce solare (o con un pentagramma)
  • gli sposi vengono benedetti con gli Elementi
  • l’officiante pronuncia le frasi di rito e fa promettere il “sì” degli sposi
  • le mani degli sposi vengono legate con un nastro
  • gli sposi accendono un grosso cero bianco che verrà poi acceso ogni anno per l’anniversario
  • l’officiante slega le mani degli sposi
  • gli sposi si scambiano le fedi
  • l’officiante benedice la “pietra testimone”
  • gli sposi offrono un dono agli Dei (fiori, frutta, cristalli… da lasciare possibilmente nel bosco)
  • si consuma un piccolo banchetto in onore degli Dei a base di biscotti e idromele
  • si conclude il rito ringraziando gli Dei, congedando gli Elementi e riaprendo il Cerchio.

Certamente avrete notato un passo in particolare… e cioè lo scambio delle fedi. Anche questo risale a tempi antichi: l’anello, di forma circolare, ricorda simbolicamente l’anno solare e il suo eterno ciclo stagionale. Il nome stesso proviene dal latino annus, ovvero “anno”, la cui radice indoeuropea an- vuol dire “circolo”. Inoltre il termine anulare indica il dito su cui va infilato l’anello. In altre parole la fede nuziale è uno strumento per propiziare l’eternità dell’unione. In questo senso, quindi, non ha alcun legame particolare con la sola religione cristiana, ma anzi fa da denominatore comune a diversi culti.

Ma vediamo anche gli altri elementi. Il gesto di stringersi le mani destre in segno di accordo, di cui ho parlato in precedenza, ha natali estremamente antichi: le prime testimonianze risalgono alle popolazioni babilonesi, sebbene in quel caso il significato non riguardasse il matrimonio, ma l'onore di ricevere il potere dalle mani della divinità.

Il nastro che lega le mani degli sposi acquisisce il valore di strumento magico che viene “caricato” dal volere della coppia nell’intento di unire spiritualmente le proprie anime oltre la visione terrena. Va specificato che sono molti quelli che vedono nell’unione terrena la riaffermazione di un legame che esiste cosmicamente ed eternamente fra due persone, a prescindere dai limiti di tempo e di spazio, e che quindi in ogni vita successiva essi si rincontrano e continuano la loro vita insieme. Alla fine del rito gli sposi possono scegliere di tenere il nastro come ricordo e riutilizzarlo ogni anno in occasione dell’anniversario legando reciprocamente le proprie mani, oppure di fare un nodo e di bruciarlo per sigillare l’idea di legamento.

Poi c’è la pietra “testimone” ovvero una pietra particolare scelta dalla coppia (che può essere un sasso molto levigato, un cristallo o una pietra preziosa) che simboleggia la ferma e reciproca volontà dei due a sposarsi e a rendere solido il matrimonio.

C'erano moltissimi altri riti, gesti e azioni che facevano parte delle celebrazioni antiche e che possono essere integrati. L'importante è creare un percorso liturgico in cui entrambi gli sposi si vedono e si riconoscono.


Ritualistica
Torniamo al rito in sé. Esso può essere celebrato da uno o due officianti. Nel primo caso l’officiante unico può essere un sacerdote o una sacerdotessa; nel secondo caso ci sono entrambi. In alcune cerimonie che si svolgono durante i festival celtici, l’officiante è spesso un druido (o meglio un neodruido) che sposa coppie di giovani con un rito semplicissimo: dopo che i due pronunciano il proprio nome, egli gli lega le mani e gli pone sopra un falcetto e un ramo di vischio, sigillando l’unione. 

Il falcetto e il vischio sono strettamente legati alle arcaiche funzioni religiose celtiche: il druido tagliava con il falcetto un ramo di vischio cresciuto sulle querce; anticamente si credeva che le sue bacche contenessero lo sperma degli Dèi ed era quindi il più prezioso strumento magico legato alla fecondità e all'abbondanza: due idee legate al matrimonio. Il vischio, dunque, rappresenta la funzione creativa dell’unione sessuale, che benedice la coppia e il suo amore. Non a caso, ancora oggi, ci baciamo sotto il vischio.

Altro tipo di Handfasting è quello chiamato “Intimo”, che viene celebrato solamente dagli sposi, in segreto, con al massimo la presenza di due testimoni. Si tratta di una cerimonia semplice, in cui i due sposi si promettono amore e fedeltà davanti al volere degli Dèi. Oggi è poco utilizzato a dire il vero, ma certamente ci fornisce una splendida testimonianza di un passato romantico e carico di mistero.

 

 

 


Legalmente Uniti
Per chi se lo stesse chiedendo, secondo la legge italiana, nessuna coppia può dirsi sposata con il solo rito religioso, nemmeno con quello cattolico. Tuttavia ci sono delle concessioni che possono far aggirare l’ostacolo. Generalmente si può chiedere che l’officiante venga autorizzato a celebrare il matrimonio civile con una delega speciale, ma occorre accettarsi che il proprio comune preveda questo genere di pratiche e che, in tal caso, preveda altresì che il rito possa essere officiato al di fuori delle mura del municipio.
Superati questi piccoli intralci burocratici, che sia un druido o una sacerdotessa, il vostro officiante potrà sposarvi secondo ogni legge… civile e divina.

 

Se avete ulteriori domande o necessitate di qualcuno che celebri la vostra unione, non esitate a contattarmi.

 

Crediti d'immagine:
Mad Cerimonies, Awen Creative, Monica Casalini, Johanna Polle.

sabato 1 maggio 2021

Beltane: origini e tradizioni di una festa pre-celtica

 


Ed eccoci giunti a uno dei sabba più amati e celebrati.
Questa festa segna l'esplosione della Natura tramite l'unione divina maschio-femmina: la ierogamia. Ci troviamo nel momento di massima fertilità e le varie culture dei tempi passati (non importa se europee, orientali o mediorientali) celebravano la forza generante tramite l'antico "atto creativo".

Beltane è una festa di origine gaelica che celebra la sacra unione degli Dei, affinché le terre siano feconde e abbondanti di frutti; essa segna anche l’inizio dell’estate, poiché gli antichi solevano dividere l'anno in due grandi stagioni. La radice indoeuropea bhel- significa "brillante" e si trova nei nomi di Belisama e Belenus: gli dei celtici della luce, del fuoco e della guarigione. Tutto questo fa riferimento ai falò che gli antichi accendevano in occasione della festa stessa, per richiamare sulla Terra il potere vitale del Sole, la parte luminosa dell'anno.

Beltane è spesso chiamato anche “May Day” in riferimento al primo giorno del mese, ma si tratta di una tradizione moderna, perché anticamente il calcolo per celebrare la festa era luni-stellare, dunque molto complicato e soprattutto variabile.
In ogni caso anche nell'antichità si celebrava già dalla notte precedente, questo perché i Celti salutavano il nuovo giorno a partire dal tramonto del giorno precedente.

Come Samhain (31 ottobre/1° novembre) è il passaggio alla morte/inverno, Beltane è quello che porta alla vita/estate.
Tale celebrazione discende direttamente dai rituali theogamici che si svolgevano ancor più anticamente in Mesopotamia e che rievocavano l’unione di Inanna e Dumuzi: la grande Dea Madre e il Dio Pastore. Il tema era quindi l'unione, come abbiamo detto, ma non si tratta semplicemente di sesso, bensì di procreazione: gli antichi credevano a quella che viene chiamata "magia simpatica" ovvero un atto simbolico che produce un effetto simile nella realtà. In altre parole la sacerdotessa che incarnava la Dea si univa ad un uomo scelto tra il popolo che incarnava il Dio e dalla loro unione sacra si evocava la fertilità dei campi e delle messi. E' importante capire quanto in profondità toccasse lo spirito cultuale del tempo, infatti l'intero mese di maggio era destinato esclusivamente all'unione degli Dei e i mortali non potevano sposarsi in questo periodo.
 
Ill. di Natasa Ilincic
Beltane però, in ambito celtico, era principalmente legata al cambio di stagione perché da questo momento in poi il clima diventa più caldo, con meno sbalzi, insomma inizia davvero la primavera. Era il momento in cui si portava il bestiame fuori dalle stalle al pascolo ed essendo un momento molto importante anche questo veniva ritualizzato: si costruivano due pire enormi attraverso le quali veniva fatto passare il bestiame a scopo lustrativo.

Le simbologie che rimandano all'atto sessuale sono parecchie e tutte postume al rito arcaico del Beltane. La più conosciuta è quella del Palo di Maggio: un lungo palo viene decorato con nastri bianchi e rossi (bianchi per indicare lo sperma maschile e rossi per il mestruo femminile) atti a propiziare l’abbondanza che scaturisce dal palo/fallo infilato nell'utero/terra. Il rito completo prevede che in cima venga posta una coroncina di fiori e che, mentre uomini e donne danzano in modo da intrecciare i nastri, questa piano piano scenda fino a terra, così da rappresentare, ancora una volta, la compenetrazione dei due sessi. Un legno tipico per il palo di maggio è quello di acero, “maple” in inglese, la cui pronuncia ricorda molto la parola “maypole”, cioè palo di maggio.

Altra immagine simbolo di questa gioiosa festa è il pugnale infilato in una coppa: rappresentazione del principio maschile che penetra quello femminile. La coppa, a sua volta, è la versione in piccolo del calderone magico, ovvero il caldo utero femminile che, come un forno, fa lievitare la vita. La lama e il calice erano due elementi talmente importanti nella ritualità sacra che fino ad un paio di secoli fa sull'altare delle chiese cattoliche insieme al calice di vino vi era un pugnale. Pensate all'atto liturgico descritto nella Bibbia in cui "Gesù prese il pane e lo spezzò" e ancora " Allo stesso modo, prese il calice del vino..." ecc. Ebbene è chiarissimo da dove venga questo rito così connesso alla carne e al sangue: un rito antico, terreno, strettamente legato alla vita che viene prodotta da corpo femminile (il pane è da sempre il simbolo del corpo della donna, così come dimostrato dai vari culti antichi delle Dee del grano; mentre il vino è il chiaro simbolo mestruale).

Passiamo oltre. Come abbiamo detto Beltane è strettamente legato all’Elemento Fuoco. Anticamente si spegnevano tutti i fuochi nelle case, il druido accendeva un grande falò rituale e con la sua fiamma ognuno riaccendeva il fuoco domestico. Un importantissimo rito lustrale era quello di far passare i bovini fra due grandi falò affinché si purificassero per prevenire le malattie. Le donne correvano per i campi a cavallo di una scopa – ancora un simbolo fallico – e con essa saltavano i falò per propiziare la fertilità dei campi e delle messi; proprio a causa di questa pratica nell'immaginario collettivo la strega vola sulla scopa.
La ritualità legata al fuoco-purificatore è ben nota nel paganesimo, e in questa festa (così come negli altri sabba) è più che mai forte di significati. Fuoco, passione, sesso, perciò fertilità e vita. E ancora: fuoco, purificazione, guarigione e quindi ancora vita.
 
Foto di Cristian Pedrani
Feste moderne
Nel neopaganesimo Beltane si festeggia con grandi festival in tutta Europa e negli Stai Uniti. Anche in Italia si organizzano molti festival a carattere celtico, soprattutto al nord. A Edimburgo, in Scozia, Beltane è molto sentito: la Edinburgh Fire Society organizza una spettacolare manifestazione nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio con una fastosa processione degli Dei, richiamo degli Elementi con figuranti in costume e altri seminudi dipinti da capo a piedi, giochi pirotecnici, danze tribali e musiche con strumenti a percussioni dal ritmo sferzante che vanno avanti per tutta la notte.
Per il sabba di Beltane l’altare viene decorato con rose e biancospino, candele rosse e bianche e una coppa con l’athame al suo interno. Uno dei rituali tipici è quello di versare una coppa di vino e una di latte nel terreno, atto che ricorda il sangue e lo sperma divini che propiziano la Terra.

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Foto in apertura: autore sconosciuto, crediti su segnalazione.

giovedì 29 aprile 2021

Diretta Instagram su Beltane

 


✨ Speciale Beltane in diretta Facebook! Vi aspettiamo questa sera, giovedì 29 aprile, alle ore 21.00 in diretta dalla nostra pagina Le vere origini di Halloween

🌹 Parleremo della festività di Beltane: la sua storia, le sue tradizioni e il suo aspetto spirituale (con consigli validi su come armonizzare se stessi con le energie del periodo).

✨ Durante la live avrete modo di fare domande a cui saremo felici di rispondere.

🌹 Vi aspettiamo numerosi!

mercoledì 7 aprile 2021

Palo di Maggio: disegnalo tu!


 

In occasione del mio compleanno, torna la challenge "Disegnalo tu!"
Questa volta vi sfido a disegnare il nostro amatissimo Palo di Maggio.

Potete disegnarlo come volete: visto da sopra, da sotto, di lato... l'importante è che sia colorato (va bene sia bianco&rosso, sia arcobaleno).
Elementi di preferenza saranno: la presenza di personaggi reali o di fantasia che danzano intorno, un'ambientazione a tema e la visuale globale della scena. Poi potete aggiungere tutto quello che vi passa per la mente.

Il disegno che soddisferà tutte le richieste o che si distinguerà dagli altri sarà pubblicato con il post di Beltane su tutti i social di Calendario Pagano (facebook, instagram e telegram).
Tutti gli altri disegni saranno pubblicati in un album apposito.

Le opere dovranno pervenire entro e non oltre domenica 25 aprile, inviate tramite messaggio in pvt su facebook o su instagram.
L'invio dell'opera verrà sottinteso come tacita accettazione alla pubblicazione della stessa.

Non mi rimane che augurarvi un buon lavoro!

giovedì 4 febbraio 2021

Fiori e piante nella mitologia greca

Il Giardino delle Esperidi di Ricciardo Meacci

 

Fiori e piante nella mitologia greca

di Lydia Serrant per Classical Wisdom

Quando Persefone fu rapita da Ade, il dio degli inferi, sua madre Demetra fu colpita dal dolore. Demetra era la dea del raccolto e del suolo fertile. Era piena di un tale dolore per il rapimento di sua figlia che privò la Terra di tutte le sue energie. Il suolo divenne sterile, i fiori appassirono, i raccolti fallirono e i mortali morirono di fame.

Preoccupato da questi eventi, Zeus, dio degli dei, inviò il suo messaggero Hermes nell'Ade per riportare Persefone a casa. Temendo le ripercussioni degli dei dell'Olimpo, Ade negoziò il rilascio di Persefone. Una volta che qualcuno consuma il cibo dei morti, la loro essenza non può mai veramente lasciare gli Inferi, così Ade convinse Persefone a mangiare sei semi di melograno nel suo ultimo giorno con lui, per assicurarsi che sarebbe tornata nell'Ade per sei mesi all'anno.

Persefone tornò in superficie il giorno successivo e, con tanta gioia alla vista della figlia salvata, Demetra partorì l'inizio della primavera e dell'estate. Per sei mesi all'anno, raccolti e fiori fiorirono, solo per appassire di nuovo durante l'autunno e l'inverno, quando Persefone tornò negli Inferi. Il rapimento di Persefone è la personificazione dei cicli stagionali naturali e della vegetazione.

Ogni anno i raccolti prosperano nei mesi più caldi e affondano sotto il suolo dopo il raccolto autunnale. Persefone era venerata e onorata insieme a sua madre Demetra come dea degli Inferi e dea della Primavera e della Natura.


Quelli che seguono sono alcuni dei fiori e delle piante più iconici che compaiono nella mitologia. I greci hanno una ricca tradizione nell'associare gli dei a piante o fiori. Tali associazioni derivano generalmente da alcune caratteristiche fisiche della pianta, che si tratti della forma, della complessità, delle proprietà curative o del fiore.


Narciso, noto per la sua bellezza e ossessione per se stesso, andò incontro alla sua fine quando rifiutò la dea Echo. Con il cuore spezzato dal rifiuto, Echo vagò per le foreste e le caverne finché non rimase nulla di lei se non il suono della sua voce (un'eco). Per punire Narciso, Nemesis, la dea della vendetta, lo attirò in uno stagno dove s'innamorò del proprio riflesso. Devastato dall'amore non corrisposto dalla sua forma riflessa, Narciso scivolò nell'acqua e annegò. Si dice che i narcisi seguano Narciso a causa della loro tendenza a crescere lungo le rive dei fiumi e i torrenti dove Narciso trovò la morte.

 

Eco e Narciso di John William Waterhouse


 

Hyacinthus era un popolare e affascinante principe di Sparta, ammirato sia dai mortali che dagli dei, in particolare da Zefiro, dio del vento del nord. Hyacinthus attirò, in particolar modo, l'attenzione di Apollo, dio del sole che lo scelse come suo amante. Zefiro divenne geloso della loro vicinanza e colse l'occasione per vendicarsi colpendo Giacinto sulla testa con un disco, uccidendolo all'istante. Apollo era così addolorato che cercò di impedire ad Ade di portare Hyacinthus negli Inferi. Tuttavia, una volta che si rese conto che le sue proteste erano vane, Apollo creò il fiore di giacinto dal sangue del suo amante morto, giurando che così facendo si sarebbe ricordato di lui per sempre. Secondo alcune leggende i fiori si sono poi induriti in pietra, e la pietra di giacinto è nota nei circoli spirituali per le sue proprietà protettive e il potere di scacciare la malinconia.


Apollo e Giacinto di Giambattista Tiepolo

 

Per celebrare il fidanzamento di Hera al dio Zeus, Gaia, la dea della Terra, regalò a Hera un albero di melo, da cui nascevano le mele d'oro. Felice del dono, Hera chiese che l'albero fosse piantato nel suo frutteto, il Giardino delle Esperidi, vicino alle montagne dell'Atlante. Alle Esperidi (ninfe della sera e tramonti dorati) fu affidato il compito di curare il giardino, ma rubarono per sé alcune delle mele d'oro. Hera quindi pose un immortale drago dalle cento teste chiamato Ladon a guardia del frutteto. Si ritiene che le "mele d'oro" si riferiscano alle arance, sconosciute agli europei fino al Medioevo. Ancora oggi "Hesperidoids" è il nome botanico greco degli agrumi.

 

Dipinto di Annibale Carracci


Nella mitologia greca, Circe era una maga con una vasta conoscenza di pozioni e veleni. Figlia di Helios e della ninfa dell'oceano Perse, risiedeva sull'isola di Aeaea. Circe è spesso associata alla Mandragola, una pianta che usava comunemente per trasformare gli uomini in animali. È meglio conosciuta per la sua apparizione nell'Odissea di Omero, dove, sulla via del ritorno dalla guerra di Troia, Odisseo e i suoi uomini si riposarono su Aeaea. Scontenta di ricevere visitatori non invitati, Circe trasformò gli uomini di Odisseo in maiali usando il potere della Mandragola. Protetto dall'erba Moly, Ulisse salvò gli uomini e diventò il suo amante. Lui e i suoi uomini rimasero con Circe sull'isola per un anno intero, prima che i suoi uomini riuscissero a convincerlo a riprendere il viaggio. La Mandragola era anche considerata un potente afrodisiaco se somministrato nelle giuste dosi, ed era usato nei rituali nel culto di Afrodite. Nell'antica vita quotidiana, veniva spesso prescritta per combattere l'insonnia e usata come anestetico per la chirurgia.

 

Circe offre la coppa a Ulisse

Sebbene nulla sia come sembra nella mitologia greca, l'antica conoscenza del potere delle piante è evidente. La personificazione della Natura sotto forma di Divinità riflette la loro dipendenza dal mondo naturale per la sopravvivenza e la longevità. La medicina naturale è stata da sempre consultata per tutte le questioni del corpo e dello spirito - anche gli effetti che alcune piante hanno sulla coscienza umana erano ben noti e spesso usati. Associando le piante agli Dèi e usando le piante come medicina, gli antichi capirono di avere accesso a qualcosa di potente e divino.

Vari miti e persino i nomi degli Dèi sono sopravvissuti attraverso la rappresentazione della vita vegetale e le loro forti associazioni con proprietà curative o dannose. Queste storie dimostrano anche una profonda comprensione dei cicli naturali e il desiderio di preservare questa conoscenza per le generazioni future.

martedì 29 dicembre 2020

WitChannel parla del Pentagramma

 

 
 
Con immenso piacere vi segnalo il nuovo video di Luisa Poledro che, in occasione dei suoi 20.000 follower su Youtube (complimenti amica mia!), ha realizzato un approfondimento sul simbolo del Pentagramma utilizzando, come punto di riferimento, il mio libro "Il Pentagramma. Storia e utilizzo nei millenni" pubblicato con Anguana Edizioni.

Guardatelo dall'inizio alla fine perché è fatto veramente bene e tocca tutti punti più salienti e ogni sfumatura possibile.

Grazie di cuore a Lù di WitChannel e buona visione a tutti:
 
 
P.s.: chi fosse interessato all'acquisto del mio libro può ordinarlo direttamente da Amazon.
 
 

mercoledì 11 novembre 2020

Calendario Pagano 2021


Da oggi è possibile ordinare il Calendario Pagano 2021!

Dopo mesi di lavoro è finalmente disponibile! Questo è un traguardo davvero importante, non solo per me, ma per tutti. Perché da oggi c'è un'alternativa valida al calendario classico; perché ognuno dei 365 giorni indica una o più festività pagane; perché le illustrazioni della talentuosa Erika Asphodel Di Paolo descrivono in ogni dettaglio la bellezza dei 12 mesi.
Ma soprattutto perché questo calendario è il primo e l'unico al mondo nel suo genere.

 


Il Calendario Pagano 2021 è in formato A3, rilegato a spirale, con 13 fogli più un cartoncino di supporto. Il casellario contiene il nome delle feste e la loro origine, le icone delle lunazioni e dei segni zodiacali, e c'è ancora spazio per segnare i vostri appuntamenti.

 

➡️ per ordinarlo vai su www.calendariopagano.it e compila il form ⬅️