mercoledì 7 aprile 2021

Palo di Maggio: disegnalo tu!


 

In occasione del mio compleanno, torna la challenge "Disegnalo tu!"
Questa volta vi sfido a disegnare il nostro amatissimo Palo di Maggio.

Potete disegnarlo come volete: visto da sopra, da sotto, di lato... l'importante è che sia colorato (va bene sia bianco&rosso, sia arcobaleno).
Elementi di preferenza saranno: la presenza di personaggi reali o di fantasia che danzano intorno, un'ambientazione a tema e la visuale globale della scena. Poi potete aggiungere tutto quello che vi passa per la mente.

Il disegno che soddisferà tutte le richieste o che si distinguerà dagli altri sarà pubblicato con il post di Beltane su tutti i social di Calendario Pagano (facebook, instagram e telegram).
Tutti gli altri disegni saranno pubblicati in un album apposito.

Le opere dovranno pervenire entro e non oltre domenica 25 aprile, inviate tramite messaggio in pvt su facebook o su instagram.
L'invio dell'opera verrà sottinteso come tacita accettazione alla pubblicazione della stessa.

Non mi rimane che augurarvi un buon lavoro!

giovedì 4 febbraio 2021

Fiori e piante nella mitologia greca

Il Giardino delle Esperidi di Ricciardo Meacci

 

Fiori e piante nella mitologia greca

di Lydia Serrant per Classical Wisdom

Quando Persefone fu rapita da Ade, il dio degli inferi, sua madre Demetra fu colpita dal dolore. Demetra era la dea del raccolto e del suolo fertile. Era piena di un tale dolore per il rapimento di sua figlia che privò la Terra di tutte le sue energie. Il suolo divenne sterile, i fiori appassirono, i raccolti fallirono e i mortali morirono di fame.

Preoccupato da questi eventi, Zeus, dio degli dei, inviò il suo messaggero Hermes nell'Ade per riportare Persefone a casa. Temendo le ripercussioni degli dei dell'Olimpo, Ade negoziò il rilascio di Persefone. Una volta che qualcuno consuma il cibo dei morti, la loro essenza non può mai veramente lasciare gli Inferi, così Ade convinse Persefone a mangiare sei semi di melograno nel suo ultimo giorno con lui, per assicurarsi che sarebbe tornata nell'Ade per sei mesi all'anno.

Persefone tornò in superficie il giorno successivo e, con tanta gioia alla vista della figlia salvata, Demetra partorì l'inizio della primavera e dell'estate. Per sei mesi all'anno, raccolti e fiori fiorirono, solo per appassire di nuovo durante l'autunno e l'inverno, quando Persefone tornò negli Inferi. Il rapimento di Persefone è la personificazione dei cicli stagionali naturali e della vegetazione.

Ogni anno i raccolti prosperano nei mesi più caldi e affondano sotto il suolo dopo il raccolto autunnale. Persefone era venerata e onorata insieme a sua madre Demetra come dea degli Inferi e dea della Primavera e della Natura.


Quelli che seguono sono alcuni dei fiori e delle piante più iconici che compaiono nella mitologia. I greci hanno una ricca tradizione nell'associare gli dei a piante o fiori. Tali associazioni derivano generalmente da alcune caratteristiche fisiche della pianta, che si tratti della forma, della complessità, delle proprietà curative o del fiore.


Narciso, noto per la sua bellezza e ossessione per se stesso, andò incontro alla sua fine quando rifiutò la dea Echo. Con il cuore spezzato dal rifiuto, Echo vagò per le foreste e le caverne finché non rimase nulla di lei se non il suono della sua voce (un'eco). Per punire Narciso, Nemesis, la dea della vendetta, lo attirò in uno stagno dove s'innamorò del proprio riflesso. Devastato dall'amore non corrisposto dalla sua forma riflessa, Narciso scivolò nell'acqua e annegò. Si dice che i narcisi seguano Narciso a causa della loro tendenza a crescere lungo le rive dei fiumi e i torrenti dove Narciso trovò la morte.

 

Eco e Narciso di John William Waterhouse


 

Hyacinthus era un popolare e affascinante principe di Sparta, ammirato sia dai mortali che dagli dei, in particolare da Zefiro, dio del vento del nord. Hyacinthus attirò, in particolar modo, l'attenzione di Apollo, dio del sole che lo scelse come suo amante. Zefiro divenne geloso della loro vicinanza e colse l'occasione per vendicarsi colpendo Giacinto sulla testa con un disco, uccidendolo all'istante. Apollo era così addolorato che cercò di impedire ad Ade di portare Hyacinthus negli Inferi. Tuttavia, una volta che si rese conto che le sue proteste erano vane, Apollo creò il fiore di giacinto dal sangue del suo amante morto, giurando che così facendo si sarebbe ricordato di lui per sempre. Secondo alcune leggende i fiori si sono poi induriti in pietra, e la pietra di giacinto è nota nei circoli spirituali per le sue proprietà protettive e il potere di scacciare la malinconia.


Apollo e Giacinto di Giambattista Tiepolo

 

Per celebrare il fidanzamento di Hera al dio Zeus, Gaia, la dea della Terra, regalò a Hera un albero di melo, da cui nascevano le mele d'oro. Felice del dono, Hera chiese che l'albero fosse piantato nel suo frutteto, il Giardino delle Esperidi, vicino alle montagne dell'Atlante. Alle Esperidi (ninfe della sera e tramonti dorati) fu affidato il compito di curare il giardino, ma rubarono per sé alcune delle mele d'oro. Hera quindi pose un immortale drago dalle cento teste chiamato Ladon a guardia del frutteto. Si ritiene che le "mele d'oro" si riferiscano alle arance, sconosciute agli europei fino al Medioevo. Ancora oggi "Hesperidoids" è il nome botanico greco degli agrumi.

 

Dipinto di Annibale Carracci


Nella mitologia greca, Circe era una maga con una vasta conoscenza di pozioni e veleni. Figlia di Helios e della ninfa dell'oceano Perse, risiedeva sull'isola di Aeaea. Circe è spesso associata alla Mandragola, una pianta che usava comunemente per trasformare gli uomini in animali. È meglio conosciuta per la sua apparizione nell'Odissea di Omero, dove, sulla via del ritorno dalla guerra di Troia, Odisseo e i suoi uomini si riposarono su Aeaea. Scontenta di ricevere visitatori non invitati, Circe trasformò gli uomini di Odisseo in maiali usando il potere della Mandragola. Protetto dall'erba Moly, Ulisse salvò gli uomini e diventò il suo amante. Lui e i suoi uomini rimasero con Circe sull'isola per un anno intero, prima che i suoi uomini riuscissero a convincerlo a riprendere il viaggio. La Mandragola era anche considerata un potente afrodisiaco se somministrato nelle giuste dosi, ed era usato nei rituali nel culto di Afrodite. Nell'antica vita quotidiana, veniva spesso prescritta per combattere l'insonnia e usata come anestetico per la chirurgia.

 

Circe offre la coppa a Ulisse

Sebbene nulla sia come sembra nella mitologia greca, l'antica conoscenza del potere delle piante è evidente. La personificazione della Natura sotto forma di Divinità riflette la loro dipendenza dal mondo naturale per la sopravvivenza e la longevità. La medicina naturale è stata da sempre consultata per tutte le questioni del corpo e dello spirito - anche gli effetti che alcune piante hanno sulla coscienza umana erano ben noti e spesso usati. Associando le piante agli Dèi e usando le piante come medicina, gli antichi capirono di avere accesso a qualcosa di potente e divino.

Vari miti e persino i nomi degli Dèi sono sopravvissuti attraverso la rappresentazione della vita vegetale e le loro forti associazioni con proprietà curative o dannose. Queste storie dimostrano anche una profonda comprensione dei cicli naturali e il desiderio di preservare questa conoscenza per le generazioni future.

martedì 29 dicembre 2020

WitChannel parla del Pentagramma

 

 
 
Con immenso piacere vi segnalo il nuovo video di Luisa Poledro che, in occasione dei suoi 20.000 follower su Youtube (complimenti amica mia!), ha realizzato un approfondimento sul simbolo del Pentagramma utilizzando, come punto di riferimento, il mio libro "Il Pentagramma. Storia e utilizzo nei millenni" pubblicato con Anguana Edizioni.

Guardatelo dall'inizio alla fine perché è fatto veramente bene e tocca tutti punti più salienti e ogni sfumatura possibile.

Grazie di cuore a Lù di WitChannel e buona visione a tutti:
 
 
P.s.: chi fosse interessato all'acquisto del mio libro può ordinarlo direttamente da Amazon.
 
 

mercoledì 11 novembre 2020

Calendario Pagano 2021


Da oggi è possibile ordinare il Calendario Pagano 2021!

Dopo mesi di lavoro è finalmente disponibile! Questo è un traguardo davvero importante, non solo per me, ma per tutti. Perché da oggi c'è un'alternativa valida al calendario classico; perché ognuno dei 365 giorni indica una o più festività pagane; perché le illustrazioni della talentuosa Erika Asphodel Di Paolo descrivono in ogni dettaglio la bellezza dei 12 mesi.
Ma soprattutto perché questo calendario è il primo e l'unico al mondo nel suo genere.

 


Il Calendario Pagano 2021 è in formato A3, rilegato a spirale, con 13 fogli più un cartoncino di supporto. Il casellario contiene il nome delle feste e la loro origine, le icone delle lunazioni e dei segni zodiacali, e c'è ancora spazio per segnare i vostri appuntamenti.

 

➡️ per ordinarlo vai su www.calendariopagano.it e compila il form ⬅️




martedì 13 ottobre 2020

Prossimi eventi

Questi giorni di ottobre vedono il sovrapporsi di tantissime iniziative che, non meravigli, volgono a celebrare le magnifiche tradizioni antiche legate alla ricorrenza dei morti, alla discesa nel buio invernale e così via.

Nei prossimi giorni sarò ospite in diversi eventi. Vediamo uno alla volta.

 

Giovedì 15 alle 21.30 sarò intervistata in diretta live da Raffaela Assisi sul suo canale Youtube "Amore Magia ed Energia" dove parleremo di Halloween, di Samhain e qualcosina sul mio percorso personale.



Domenica 18 alle 16.00 sarò ospite nella meravigliosa cornice de "Il Campo di Federica", location agro-culturale, dove spiegherò le origini della festa di Halloween e perché si intagliano le zucche. Presenterò il libro "Le vere origini di Halloween" e il progetto parallelo "Zuccazzurra".

 

Giovedì 22 ottobre alle 21.00 io e le altre co-fondatrici del progetto "Le vere origini di Halloween" saremo in diretta live sulla nostra pagina facebook ufficiale per parlarvi delle origini storiche della festa più controversa dell'anno, delle sue tradizioni e come queste siano imparentate con le nostre, infine per smontare una alla volta le maldicenze su Halloween.

 

Domenica 25 alle 12.00 uscirà il podcast su "Le vere origini di Halloween" in esclusiva per Radio Druido.

Vi parlerò di Halloween e di Samhain e di tutte quelle magnifiche tradizioni che caratterizzano le due feste.

Domenica 25 alle 16.00 sarò nuovamente in conferenza presso "Il Campo di Federica", questa volta accompagnata da caldarroste, vin brulé e cioccolata calda.
Spiegherò da dove nasce la festa, come si celebrava anticamente, come si sia fusa con le tradizioni italiane e poi esportata in America. Perché intagliamo la zucca, ci travestiamo e facciamo dolcetto scherzetto. Infine come sia stato possibile che venisse festeggiata anche in Italia fino a non più di 60 anni fa (e in alcuni posti ancora la si festeggia).
Infine sarà possibile acquistare le copie del libro Le vere origini di Halloween

 
 
Sabato 31 ottobre a partire dalle 18.00 sarò ospite al telefono con Radio Bandiera Nera di Novara, dove spiegherò l'incredibile storia di Halloween, le sue origini, le tradizioni e, naturalmente, vi parlerò del progetto/libro "
Le vere origini di Halloween".
 
 
 
 
 

giovedì 17 settembre 2020

Aequus Nox: la Bilancia equinoziale


 

Siamo giunti all'autunno, all'equinozio che porta con sé l'inizio della fine. E' il momento di tirare le somme e raccogliere i frutti del nostro operato.

Provate a immaginare: siamo in un villaggio gallese, la temperatura estiva ha ormai lasciato il passo a una brezza frizzante che increspa la pelle. I raccolti stanno giungendo alla conclusione e bisogna mettere via le provviste per l'inverno.

Come ho già spiegato ieri (in questo post:) chiamarlo Mabon è un errore storico dovuto alla decisione arbitraria di un autore wiccan presa negli anni '70. Per questo motivo mi limiterò a chiamare la festa così come si è sempre chiamata: Equinozio d'Autunno.

Il termine equinozio deriva dal latino aequus nox ovvero "notte uguale" [sottinteso: al giorno] perché in questa data il giorno e la notte hanno la stessa durata. Il fenomeno si deve alla posizione del Sole che nasce precisamente a Est e tramonta precisamente a Ovest, determinando così la stessa durata di notte e dì. Ogni anno la data cambia leggermente a causa della rivoluzione terrestre intorno al Sole, ma in genere può cadere tra il 22 e il 23 settembre. Dal giorno successivo le ore di buio supereranno quelle luce, sempre di più, fino al solstizio d'inverno, quando il Sole raggiungerà il punto più basso dell'orizzonte celeste e si avrà la notte più lunga dell'anno.

Il fatto che durante l'equinozio il giorno e la notte abbiano la stessa lunghezza si riassume con l'immagine della bilancia in perfetto equilibrio. Non a caso il segno zodiacale della Bilancia entra in concomitanza con l'equinozio autunnale. Inoltre, l'idea di perfetto equilibrio lo ritroviamo nei Tarocchi con la carta della Giustizia, in cui possiamo ammirare in primo piano la bilancia equinoziale (la stessa fuori dai tribunali): non una bilancia qualsiasi, ma proprio quella che indica la quintessenza della simmetria celeste.

E infatti si dice che "è tempo di bilanci": questo è il momento dell'anno in cui si tirano le somme, si mette *sulla bilancia* ciò che si è fatto e ciò che si deve fare per affrontare il futuro e si ringrazia per quanto ottenuto. Anticamente non era solo un modo di dire: con la luna del raccolto si procedeva alla messe dei campi e si faceva scorta in previsione dell'inverno che stava arrivando. In questo senso ciò che si era operato durante l'anno arrivava a dare i frutti che ci si meritava.

Per propiziare un inverno facile e privo di stenti, era tradizione fare grosse ceste dei prodotti raccolti e banchettare con essi per ringraziare gli Dei dell'abbondanza ricevuta.

Gli antichi festeggiavano rievocando mitologicamente la discesa del Sole sull'orizzonte celeste come una divinità che si appresta a scendere negli Inferi.

In Grecia, ad esempio, si tenevano i Misteri Eleusini Maggiori con i quali si richiamava il rapimento di Persefone da parte di Ade, che voleva farne la sua sposa. Simmetricamente, con i Misteri Eleusini Minori, in primavera si festeggiava Persefone che risaliva sulla Terra per ricongiungersi a sua madre Demetra. Lo stesso avveniva a Roma con il mito di Plutone e Proserpina e, naturalmente, ogni cultura aveva il proprio mito per spiegare l'alternarsi delle stagioni.

Il ciclo stagionale era un aspetto importante per la vita terrena, così come per quella spirituale, perché scandiva la quotidianità e, con l'osservazione e il rispetto dei suoi ritmi, garantiva il rimanere in vita. In questo contesto trova luogo la rievocazione: l'azione di mettere in scena un mito per spiegare il fenomeno astronomico faceva da tramite tra ciò che è in alto e ciò che è in basso, avvicinando la sfera celeste a quella umana.


Un altro simbolo chiave di questo equinozio è la Cornucopia (dal latino cornu copiae cioè "corno dell’abbondanza"): la cesta senza fondo dalla quale sgorga, come una cascata, tutto il cibo che si desidera. La Cornucopia è un simbolo fortemente legato alla Dea Madre, poiché proviene da uno dei corni che Eracle spezzò ad Acheloo (dio fluviale figlio di Gea) mentre questi si era trasformato da serpente a toro, due animali che ben sappiamo essere allegorie del femminino sacro. Nel mito romano si racconta che quando il corno cadde a terra alcune ninfe lo raccolsero, lo riempirono di frutta e fiori e lo offrirono alla dea Abundantia, la quale lo rese eternamente pieno.

In un altro mito la Cornucopia è il corno che Zeus, quando era infante, strappò per gioco dalla testa della sua nutrice: la ninfa/capra Amaltea. Anche in questo caso si parla di fertilità divina, per via dell'allattamento, un concetto ancora legato alle dee dell'abbondanza e della crescita.

Oggi la ritroviamo spesso colma di monete accanto alla dea bendata della Fortuna, quale augurio di ricchezza e quindi, nuovamente, di prosperità.

A ogni modo, il motivo per cui la Cornucopia è associata all'equinozio autunnale sta nel fatto che esso è il momento del cosiddetto "secondo raccolto" (in riferimento al primo che si celebra il 1° agosto con il taglio dei cereali e al terzo che il 1° novembre segna il raccolto degli ultimi prodotti agricoli e spontanei). Il secondo raccolto è particolarmente importante perché si trovano diversi frutti e ortaggi che possono mantenersi a lungo se ben stoccati, perciò, disponibili in ogni momento, proprio come usciti dalla famosa cornucopia. Pensiamo alle mele, alle patate tardive, alla frutta secca e ai legumi: essi hanno la capacità di rimanere commestibili per diverso tempo e garantire un buon apporto di zuccheri, grassi e proteine anche nei mesi invernali. Naturalmente c'era anche la caccia, con la quale ci si assicurava pelli per riscaldarsi e carne essiccata, ma era anche meno certa e più rischiosa di un raccolto ben coltivato.

Oggi che viviamo nelle città con riscaldamento e supermarket facciamo molta fatica a comprendere come si viveva all'epoca e altrettanta fatica a connetterci davvero con la Natura che ci circonda.

Se oggi ne avete la possibilità, staccate tutto e da tutto, lasciate a casa il telefono, prendete una coperta e andate a stendervi nel primo parco che trovate. Chiudete gli occhi e - sperando in una bella giornata - sentite il sole sulla pelle, percepite la differenza di calore rispetto a luglio, insomma fate in modo di comprendere il passaggio che si sta manifestando intorno a voi.

 

Buon Autunno.

 

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Testo protetto da Copyrighted e Creative Commons

Illustrazione di Natasa Ilincic

 



 

lunedì 14 settembre 2020

Mabon (?)


Prima di scrivere anche una sola riga su questa "festività" è bene ricordare che il nome Mabon associato all'Equinozio d'Autunno è un grave errore storico.
Anticamente la festa non aveva alcuna nomenclatura, era semplicemente l'Equinozio d'Autunno.
Negli anni '70 l'autore wiccan Aidan A. Kelly decise arbitrariamente che serviva un nome per la festa dell'equinozio. La scelta ricadde sul dio celtico Mabon, la cui storia mitologica gli sembrò addirsi al caso.

«Mabon ap Modron» era "il figlio divino della madre divina" cioè Modron, Grande Madre gallese. La storia racconta che a soli tre giorni dalla propria nascita il piccolo Mabon fu rapito e portato nel Regno dei Morti, dove visse come prigioniero per molti anni. A quel punto sua madre partì alla disperata ricerca del figlio e come conseguenza di questo atto la popolazione del mondo diminuì.
Alla fine Mabon fu salvato da un eroe che - a seconda delle storie - può essere Culhwch o Artù.

Tale racconto ricalca il mito greco di Persefone rapita da Ade e portata negli Inferi: quando sua madre Demetra partì alla sua ricerca tutta la vegetazione smise di esistere e gli uomini cominciarono a morire.
Il mito greco veniva rievocato durante i Misteri Eleusini che si tenevano in autunno e dunque il prof. Kelly deve aver utilizzato questo parallelismo per posizionare la figura di Mabon in occasione dell'equinozio di settembre.

In effetti Mabon era tutt'altro che un dio autunnale: egli era il dio della giovinezza e della vegetazione, perciò associato alla primavera e a tutto ciò che in quel periodo rinasce.
E infatti tra i Romani venne assimilato ad Apollo Maponus per le caratteristiche legate all'arte, alla musica e alla bellezza giovanile. Non a caso la nascita di Apollo veniva ricordata proprio in occasione dell'Equinozio di Primavera e - come ben sappiamo - gli antichi non avrebbero mai fatto l'errore di associare due divinità con caratteristiche tanto diverse.

Il 22 settembre alle ore 15,30 entrerà l'Equinozio d'Autunno e, per quanto mi riguarda, io lo chiamerò così. Se è vero che i neopagani sono sempre più attenti ai dettagli e alla storicità del culto e se è vero che le divinità non vanno né confuse, né gli si deve mancare di rispetto, allora è il caso che iniziamo tutti a chiamare questa festa con il suo vero nome. O - perché no? - a sceglierne uno nuovo, corretto e storicamente accettabile, questa volta con l'apporto di tutta la comunità neopagana mondiale.
Fino ad allora, però, sarà bene porre rimedio agli errori del passato, rifiutando quelle scelte arbitrarie che ci fanno apparire come una comunità superficiale e poco attenta alla nostra stessa storia.


P.s.: mi preme sottolineare che Kelly decise a tavolino anche i nomi di Ostara e Litha, così come lui stesso dice nell'articolo "About Naming Ostara, Litha, and Mabon" che potete leggere qui.

Testo protetto da Copyrighted e Creative Commons, originariamente pubblicato su: http://monica-casalini.blogspot.com/2020/09/mabon.html
Illustrazione: autore sconosciuto, crediti su segnalazione.

Fonti:
https://www.patheos.com/blogs/adamantinemuse/2019/09/did-mabon-steal-the-autumn-equinox
https://www.patheos.com/blogs/panmankey/2015/09/mabon-outrage-and-why-we-love-the-autumnal-equinox
https://www.patheos.com/blogs/allergicpagan/2013/09/20/mabon-mabon-not