Siamo giunti all'autunno, all'equinozio che porta con sé
l'inizio della fine. E' il momento di tirare le somme e raccogliere i frutti
del nostro operato.
Provate a immaginare: siamo in un villaggio gallese, la temperatura
estiva ha ormai lasciato il passo a una brezza frizzante che increspa la pelle.
I raccolti stanno giungendo alla conclusione e bisogna mettere via le provviste
per l'inverno.
Come ho già spiegato ieri (in questo post:) chiamarlo Mabon
è un errore storico dovuto alla decisione arbitraria di un autore wiccan presa
negli anni '70. Per questo motivo mi limiterò a chiamare la festa così come si
è sempre chiamata: Equinozio d'Autunno.
Il termine equinozio deriva dal latino aequa nox ovvero "notte uguale" [sottinteso: al giorno]
perché in questa data il giorno e la notte hanno la stessa durata. Il fenomeno
si deve alla posizione del Sole che nasce precisamente a Est e tramonta
precisamente a Ovest, determinando così la stessa durata di notte e dì. Ogni
anno la data cambia leggermente a causa della rivoluzione terrestre intorno al
Sole, ma in genere può cadere tra il 22 e il 23 settembre. Dal giorno
successivo le ore di buio supereranno quelle luce, sempre di più, fino al
solstizio d'inverno, quando il Sole raggiungerà il punto più basso
dell'orizzonte celeste e si avrà la notte più lunga dell'anno.
Il fatto che durante l'equinozio il giorno e la notte
abbiano la stessa lunghezza si riassume con l'immagine della bilancia in
perfetto equilibrio. Non a caso il segno zodiacale della Bilancia entra in
concomitanza con l'equinozio autunnale. Inoltre, l'idea di perfetto equilibrio
lo ritroviamo nei Tarocchi con la carta della Giustizia, in cui possiamo
ammirare in primo piano la bilancia equinoziale (la stessa fuori dai
tribunali): non una bilancia qualsiasi, ma proprio quella che indica la
quintessenza della simmetria celeste.
E infatti si dice che "è tempo di bilanci": questo
è il momento dell'anno in cui si tirano le somme, si mette *sulla bilancia* ciò
che si è fatto e ciò che si deve fare per affrontare il futuro e si ringrazia
per quanto ottenuto. Anticamente non era solo un modo di dire: con la luna del
raccolto si procedeva alla messe dei campi e si faceva scorta in previsione
dell'inverno che stava arrivando. In questo senso ciò che si era operato
durante l'anno arrivava a dare i frutti che ci si meritava.
Per propiziare un inverno facile e privo di stenti, era
tradizione fare grosse ceste dei prodotti raccolti e banchettare con essi per
ringraziare gli Dei dell'abbondanza ricevuta.
Gli antichi festeggiavano rievocando mitologicamente la
discesa del Sole sull'orizzonte celeste come una divinità che si appresta a scendere
negli Inferi.
In Grecia, ad esempio, si tenevano i Misteri Eleusini
Maggiori con i quali si richiamava il rapimento di Persefone da parte di Ade,
che voleva farne la sua sposa. Simmetricamente, con i Misteri Eleusini Minori,
in primavera si festeggiava Persefone che risaliva sulla Terra per
ricongiungersi a sua madre Demetra. Lo stesso avveniva a Roma con il mito di
Plutone e Proserpina e, naturalmente, ogni cultura aveva il proprio mito per
spiegare l'alternarsi delle stagioni.
Il ciclo stagionale era un aspetto importante per la vita
terrena, così come per quella spirituale, perché scandiva la quotidianità e,
con l'osservazione e il rispetto dei suoi ritmi, garantiva il rimanere in vita.
In questo contesto trova luogo la rievocazione: l'azione di mettere in scena un
mito per spiegare il fenomeno astronomico faceva da tramite tra ciò che è in
alto e ciò che è in basso, avvicinando la sfera celeste a quella umana.
Un altro simbolo chiave di questo equinozio è la Cornucopia
(dal latino
cornu copiae cioè "corno dell’abbondanza"): la
cesta senza fondo dalla quale sgorga, come una cascata, tutto il cibo che si
desidera. La Cornucopia è un simbolo fortemente legato alla Dea Madre, poiché
proviene da uno dei corni che Eracle spezzò ad Acheloo (dio fluviale figlio di
Gea) mentre questi si era trasformato da serpente a toro, due animali che ben
sappiamo essere allegorie del femminino sacro. Nel mito romano si racconta che
quando il corno cadde a terra alcune ninfe lo raccolsero, lo riempirono di
frutta e fiori e lo offrirono alla dea Abundantia, la quale lo rese eternamente
pieno.
In un altro mito la Cornucopia è il corno che Zeus, quando
era infante, strappò per gioco dalla testa della sua nutrice: la ninfa/capra
Amaltea. Anche in questo caso si parla di fertilità divina, per via
dell'allattamento, un concetto ancora legato alle dee dell'abbondanza e della
crescita.
Oggi la ritroviamo spesso colma di monete accanto alla dea
bendata della Fortuna, quale augurio di ricchezza e quindi, nuovamente, di
prosperità.
A ogni modo, il motivo per cui la Cornucopia è associata
all'equinozio autunnale sta nel fatto che esso è il momento del cosiddetto
"secondo raccolto" (in riferimento al primo che si celebra il 1°
agosto con il taglio dei cereali e al terzo che il 1° novembre segna il
raccolto degli ultimi prodotti agricoli e spontanei). Il secondo raccolto è particolarmente
importante perché si trovano diversi frutti e ortaggi che possono mantenersi a
lungo se ben stoccati, perciò, disponibili in ogni momento, proprio come usciti
dalla famosa cornucopia. Pensiamo alle mele, alle patate tardive, alla frutta
secca e ai legumi: essi hanno la capacità di rimanere commestibili per diverso
tempo e garantire un buon apporto di zuccheri, grassi e proteine anche nei mesi
invernali. Naturalmente c'era anche la caccia, con la quale ci si assicurava
pelli per riscaldarsi e carne essiccata, ma era anche meno certa e più
rischiosa di un raccolto ben coltivato.
Oggi che viviamo nelle città con riscaldamento e supermarket
facciamo molta fatica a comprendere come si viveva all'epoca e altrettanta
fatica a connetterci davvero con la Natura che ci circonda.
Se oggi ne avete la possibilità, staccate tutto e da tutto, lasciate
a casa il telefono, prendete una coperta e andate a stendervi nel primo parco
che trovate. Chiudete gli occhi e - sperando in una bella giornata - sentite il
sole sulla pelle, percepite la differenza di calore rispetto a luglio, insomma
fate in modo di comprendere il passaggio che si sta manifestando intorno a voi.
Buon Autunno.
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Testo protetto da Copyrighted e Creative Commons
Illustrazione di Natasa Ilincic