Visualizzazione post con etichetta equinozio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta equinozio. Mostra tutti i post

giovedì 2 marzo 2023

Prossimi Appuntamenti


 

25 marzo
Conferenza “Tre giorni di equinozio: morte e resurrezione degli Dei” + workshop
Presso la Taverna Brigantia - di Brovello Carpugnino (Vb)

15 aprile
"La coppa di circe: corso base di magia"
Presso Mondo Esoterico Shop - Milano

29 aprile
Conferenza “Notte di Valpurga”
+ workshop
Presso la Taverna Brigantia - di Brovello Carpugnino (Vb)

6 maggio
Conferenza “Handfasting e nozze sacre”
Presso Mondo Esoterico Shop - Milano

3 giugno
Workshop “Filtri, incensi e pozioni: la magia naturale della strega verde”
Presso Mondo Esoterico Shop - Milano

17-18 giugno
Doppia conferenza: 17 - “Il solstizio e la morte del sole: tradizioni, fuochi e magie”
18 - "La decapitazione del sole e le colline solari"
+ stand Calendario Pagano e Luna Nuova Magazine
In Nomine Matris - Valcamonica

25 giugno
Conferenza “La decapitazione del sole e le colline solari”
+ workshop
Presso la Taverna Brigantia - di Brovello Carpugnino (Vb)

16 settembre
"Fuoco e fumo. corso base di incensi a bastoncino"
Presso Mondo Esoterico Shop - Milano

9-10 dicembre
Conferenza “Psichedelia sciamanica: i funghi allucinogeni e le renne volanti”
+ stand Calendario Pagano e Luna Nuova Magazine
Mistica Festival - Genova


G
M
T
Y
La funzione vocale è limitata a 200 caratteri

giovedì 17 settembre 2020

Aequa Nox: la Bilancia equinoziale


 

Siamo giunti all'autunno, all'equinozio che porta con sé l'inizio della fine. E' il momento di tirare le somme e raccogliere i frutti del nostro operato.

Provate a immaginare: siamo in un villaggio gallese, la temperatura estiva ha ormai lasciato il passo a una brezza frizzante che increspa la pelle. I raccolti stanno giungendo alla conclusione e bisogna mettere via le provviste per l'inverno.

Come ho già spiegato ieri (in questo post:) chiamarlo Mabon è un errore storico dovuto alla decisione arbitraria di un autore wiccan presa negli anni '70. Per questo motivo mi limiterò a chiamare la festa così come si è sempre chiamata: Equinozio d'Autunno.

Il termine equinozio deriva dal latino aequa nox ovvero "notte uguale" [sottinteso: al giorno] perché in questa data il giorno e la notte hanno la stessa durata. Il fenomeno si deve alla posizione del Sole che nasce precisamente a Est e tramonta precisamente a Ovest, determinando così la stessa durata di notte e dì. Ogni anno la data cambia leggermente a causa della rivoluzione terrestre intorno al Sole, ma in genere può cadere tra il 22 e il 23 settembre. Dal giorno successivo le ore di buio supereranno quelle luce, sempre di più, fino al solstizio d'inverno, quando il Sole raggiungerà il punto più basso dell'orizzonte celeste e si avrà la notte più lunga dell'anno.

Il fatto che durante l'equinozio il giorno e la notte abbiano la stessa lunghezza si riassume con l'immagine della bilancia in perfetto equilibrio. Non a caso il segno zodiacale della Bilancia entra in concomitanza con l'equinozio autunnale. Inoltre, l'idea di perfetto equilibrio lo ritroviamo nei Tarocchi con la carta della Giustizia, in cui possiamo ammirare in primo piano la bilancia equinoziale (la stessa fuori dai tribunali): non una bilancia qualsiasi, ma proprio quella che indica la quintessenza della simmetria celeste.

E infatti si dice che "è tempo di bilanci": questo è il momento dell'anno in cui si tirano le somme, si mette *sulla bilancia* ciò che si è fatto e ciò che si deve fare per affrontare il futuro e si ringrazia per quanto ottenuto. Anticamente non era solo un modo di dire: con la luna del raccolto si procedeva alla messe dei campi e si faceva scorta in previsione dell'inverno che stava arrivando. In questo senso ciò che si era operato durante l'anno arrivava a dare i frutti che ci si meritava.

Per propiziare un inverno facile e privo di stenti, era tradizione fare grosse ceste dei prodotti raccolti e banchettare con essi per ringraziare gli Dei dell'abbondanza ricevuta.

Gli antichi festeggiavano rievocando mitologicamente la discesa del Sole sull'orizzonte celeste come una divinità che si appresta a scendere negli Inferi.

In Grecia, ad esempio, si tenevano i Misteri Eleusini Maggiori con i quali si richiamava il rapimento di Persefone da parte di Ade, che voleva farne la sua sposa. Simmetricamente, con i Misteri Eleusini Minori, in primavera si festeggiava Persefone che risaliva sulla Terra per ricongiungersi a sua madre Demetra. Lo stesso avveniva a Roma con il mito di Plutone e Proserpina e, naturalmente, ogni cultura aveva il proprio mito per spiegare l'alternarsi delle stagioni.

Il ciclo stagionale era un aspetto importante per la vita terrena, così come per quella spirituale, perché scandiva la quotidianità e, con l'osservazione e il rispetto dei suoi ritmi, garantiva il rimanere in vita. In questo contesto trova luogo la rievocazione: l'azione di mettere in scena un mito per spiegare il fenomeno astronomico faceva da tramite tra ciò che è in alto e ciò che è in basso, avvicinando la sfera celeste a quella umana.


Un altro simbolo chiave di questo equinozio è la Cornucopia (dal latino cornu copiae cioè "corno dell’abbondanza"): la cesta senza fondo dalla quale sgorga, come una cascata, tutto il cibo che si desidera. La Cornucopia è un simbolo fortemente legato alla Dea Madre, poiché proviene da uno dei corni che Eracle spezzò ad Acheloo (dio fluviale figlio di Gea) mentre questi si era trasformato da serpente a toro, due animali che ben sappiamo essere allegorie del femminino sacro. Nel mito romano si racconta che quando il corno cadde a terra alcune ninfe lo raccolsero, lo riempirono di frutta e fiori e lo offrirono alla dea Abundantia, la quale lo rese eternamente pieno.

In un altro mito la Cornucopia è il corno che Zeus, quando era infante, strappò per gioco dalla testa della sua nutrice: la ninfa/capra Amaltea. Anche in questo caso si parla di fertilità divina, per via dell'allattamento, un concetto ancora legato alle dee dell'abbondanza e della crescita.

Oggi la ritroviamo spesso colma di monete accanto alla dea bendata della Fortuna, quale augurio di ricchezza e quindi, nuovamente, di prosperità.

A ogni modo, il motivo per cui la Cornucopia è associata all'equinozio autunnale sta nel fatto che esso è il momento del cosiddetto "secondo raccolto" (in riferimento al primo che si celebra il 1° agosto con il taglio dei cereali e al terzo che il 1° novembre segna il raccolto degli ultimi prodotti agricoli e spontanei). Il secondo raccolto è particolarmente importante perché si trovano diversi frutti e ortaggi che possono mantenersi a lungo se ben stoccati, perciò, disponibili in ogni momento, proprio come usciti dalla famosa cornucopia. Pensiamo alle mele, alle patate tardive, alla frutta secca e ai legumi: essi hanno la capacità di rimanere commestibili per diverso tempo e garantire un buon apporto di zuccheri, grassi e proteine anche nei mesi invernali. Naturalmente c'era anche la caccia, con la quale ci si assicurava pelli per riscaldarsi e carne essiccata, ma era anche meno certa e più rischiosa di un raccolto ben coltivato.

Oggi che viviamo nelle città con riscaldamento e supermarket facciamo molta fatica a comprendere come si viveva all'epoca e altrettanta fatica a connetterci davvero con la Natura che ci circonda.

Se oggi ne avete la possibilità, staccate tutto e da tutto, lasciate a casa il telefono, prendete una coperta e andate a stendervi nel primo parco che trovate. Chiudete gli occhi e - sperando in una bella giornata - sentite il sole sulla pelle, percepite la differenza di calore rispetto a luglio, insomma fate in modo di comprendere il passaggio che si sta manifestando intorno a voi.

 

Buon Autunno.

 

.

Testo protetto da Copyrighted e Creative Commons

Illustrazione di Natasa Ilincic

 



 

lunedì 14 settembre 2020

Mabon (?)


Prima di scrivere anche una sola riga su questa "festività" è bene ricordare che il nome Mabon associato all'Equinozio d'Autunno è un grave errore storico.
Anticamente la festa non aveva alcuna nomenclatura, era semplicemente l'Equinozio d'Autunno.
Negli anni '70 l'autore wiccan Aidan A. Kelly decise arbitrariamente che serviva un nome per la festa dell'equinozio. La scelta ricadde sul dio celtico Mabon, la cui storia mitologica gli sembrò addirsi al caso.

«Mabon ap Modron» era "il figlio divino della madre divina" cioè Modron, Grande Madre gallese. La storia racconta che a soli tre giorni dalla propria nascita il piccolo Mabon fu rapito e portato nel Regno dei Morti, dove visse come prigioniero per molti anni. A quel punto sua madre partì alla disperata ricerca del figlio e come conseguenza di questo atto la popolazione del mondo diminuì.
Alla fine Mabon fu salvato da un eroe che - a seconda delle storie - può essere Culhwch o Artù.

Tale racconto ricalca il mito greco di Persefone rapita da Ade e portata negli Inferi: quando sua madre Demetra partì alla sua ricerca tutta la vegetazione smise di esistere e gli uomini cominciarono a morire.
Il mito greco veniva rievocato durante i Misteri Eleusini che si tenevano in autunno e dunque il prof. Kelly deve aver utilizzato questo parallelismo per posizionare la figura di Mabon in occasione dell'equinozio di settembre.

In effetti Mabon era tutt'altro che un dio autunnale: egli era il dio della giovinezza e della vegetazione, perciò associato alla primavera e a tutto ciò che in quel periodo rinasce.
E infatti tra i Romani venne assimilato ad Apollo Maponus per le caratteristiche legate all'arte, alla musica e alla bellezza giovanile. Non a caso la nascita di Apollo veniva ricordata proprio in occasione dell'Equinozio di Primavera e - come ben sappiamo - gli antichi non avrebbero mai fatto l'errore di associare due divinità con caratteristiche tanto diverse.

Il 22 settembre alle ore 15,30 entrerà l'Equinozio d'Autunno e, per quanto mi riguarda, io lo chiamerò così. Se è vero che i neopagani sono sempre più attenti ai dettagli e alla storicità del culto e se è vero che le divinità non vanno né confuse, né gli si deve mancare di rispetto, allora è il caso che iniziamo tutti a chiamare questa festa con il suo vero nome. O - perché no? - a sceglierne uno nuovo, corretto e storicamente accettabile, questa volta con l'apporto di tutta la comunità neopagana mondiale.
Fino ad allora, però, sarà bene porre rimedio agli errori del passato, rifiutando quelle scelte arbitrarie che ci fanno apparire come una comunità superficiale e poco attenta alla nostra stessa storia.


P.s.: mi preme sottolineare che Kelly decise a tavolino anche i nomi di Ostara e Litha, così come lui stesso dice nell'articolo "About Naming Ostara, Litha, and Mabon" che potete leggere qui.

•
Testo protetto da Copyrighted e Creative Commons, originariamente pubblicato su: http://monica-casalini.blogspot.com/2020/09/mabon.html
Illustrazione: autore sconosciuto, crediti su segnalazione.

Fonti:
https://www.patheos.com/blogs/adamantinemuse/2019/09/did-mabon-steal-the-autumn-equinox
https://www.patheos.com/blogs/panmankey/2015/09/mabon-outrage-and-why-we-love-the-autumnal-equinox
https://www.patheos.com/blogs/allergicpagan/2013/09/20/mabon-mabon-not

venerdì 10 aprile 2020

La Pasqua, tra antichi riti pagani e nuove tradizioni.

 
 
 
Essendo nati e cresciuti in un paese fortemente cattolico, la Pasqua ha sempre rappresentato - almeno per me, quando ero piccola - il coronamento della primavera. I fiori in boccio, le pulizie, l'aria tiepida, il cambio dell'ora, il vestito nuovo, le finestre aperte e, naturalmente, le uova di cioccolata costituivano un momento di grande gioia. A dire il vero è ancora così.

Nonostante il velo di spiccata cristianità che la contraddistingue, la Pasqua ha solide radici pagane, fondate sugli stessi sentimenti che la animano oggi, seppur con una diversa origine.

Partiamo dalla data, che viene calcolata in base al plenilunio di marzo, e che si rispecchia nel passaggio dall'inverno alla primavera. Tale concetto, che nella Bibbia viene inteso come il passaggio del popolo Israelita dall'Egitto al Canaan, attraverso il Mar Rosso, in tempi remoti indicava la transumanza del bestiame, cioè il passaggio degli ovini da una zona geografica all'altra, che si teneva (e ancora oggi si tiene ovunque) proprio in primavera.
Sono molti gli elementi caratterizzanti di questa ricorrenza e vengono uno a uno da culti più antichi.

Tanto per cominciare il sacrificio del dio-Sole, ovvero Gesù, che nelle religioni precedenti era una prerogativa di base, in quanto solo dalla morte del Sole (ovvero dal ciclo stagionale) poteva risorgere più forte di prima. Infatti, durante il solstizio invernale, esso rimane sul punto più basso dell’orizzonte per tre giorni, dopodiché ricomincia la sua salita; la croce su cui Gesù viene inchiodato a Pasqua, cioè nel periodo equinoziale, altri non è che la croce solare: ovvero gli equinozi e i solstizi che incrociandosi formano, idealmente, una croce.
Come già spiegato in questa pagina con alcuni post precedenti, il sacrificio primaverile del dio solare veniva replicato di culto in culto, di popolo in popolo: Attis, Tammus, Dumuzi, Adone, Dioniso, Jarylo... tutte divinità della giovinezza, del sole e della vegetazione che in primavera morivano per poi risorgere dopo tre giorni.

Ma torniamo ai simboli della Pasqua cristiana. La corona di spine è l’ovvia allegoria dei raggi solari che irradiano dall'astro e che nel Cristianesimo sono divenuti attributo non plus ultra dei santi. Poi ci sono gli agnelli: ovvero gli innocenti che nel Vecchio Testamento perdono la vita durante la Pasqua ebraica; e di nuovo il sacrificio prende forma della formula che identifica Gesù come "agnello di Dio". Ma l’ovino era già da tempo il simbolo dell’equinozio e del primo mese di primavera poiché proprio il 21 marzo entra il segno dell’Ariete e le sue caratteristiche si ritrovano in moltissimi rituali, divinità e tradizioni pagane precristiane di questo periodo. Si noti che il segno dell'Ariete entra il 21 marzo fino al 20 aprile, mentre la Pasqua può cadere dal 21 marzo al 25 aprile...

E ora l'ultimo, ma non meno importante, simbolo per eccellenza della Pasqua: l'Uovo. Quello che oggi chiamiamo “uovo di Pasqua” è la più antica forma di rappresentazione di vita uterina e solare: è l’uovo cosmico, simbolo di rinascita e augurio di abbondanza che gli antichi solevano dipingere con colori sgargianti per simboleggiare la vita che torna, così nei nidi, così dalle tombe. Etruschi e Romani seppellivano i propri cari con un uovo, quale augurio di rinascita. Già i Persiani si scambiavano uova di gallina in primavera per auspicare fortuna e abbondanza al prossimo.

Piccola postilla sul simbolo del coniglio: essendo un elemento fortemente pagano, la Chiesa lo ha sempre rifiutato; in ogni caso esso non fa parte della cultura italiana (anche se qualche azienda di cioccolata ci ha comunque accontentati), ma anzi, fa capo all'antica ricorrenza celtica di Ostara (v. post del 21 marzo).
Il coniglio rappresenta la fecondità, la grande nascita e l'abbondanza, che derivano dalla sua stessa natura di prolifico genitore.

E' vero, quasi tutte le feste odierne affondano le proprie radici in epoche lontane e culti precristiani, ma voglio sottolineare che questo post non vuole in alcun modo far cambiare idea a nessuno. Non amo il proselitismo, ma adoro (è il caso di dirlo) la conoscenza e la divulgazione storica.
Prendete perciò questo scritto come una nozione culturale e nulla di più.
Siete cristiani e festeggiate la Pasqua? Va benissimo! Siete pagani e non la festeggiate? Perfetto. Siete pagani e vi unite ai festeggiamenti della vostra famiglia? Va bene così. Quale che sia la vostra convinzione, l'importante è esserne coscienti in maniera critica e festeggiare con i propri cari con affetto e rispetto.

In altre parole, buona Pasqua!


Testo coperto da Copyrighted e Creative Commons

Immagini: Crocifissione di Giotto
Fuga dall'Egitto - non pervenuto
Uova colorate - Opera Project
Eostre - non pervenuto
Resurrezione di Dioniso - Casa della processione dionisiaca (Tunisia)
Albero con sole e luna - non pervenuto
(inserirò i crediti su segnalazione)

mercoledì 11 settembre 2019

Intervista su Radio Deejay

E' con immenso piacere che vi annuncio la mia intervista su Radio Deejay, all'interno della trasmissione Catteland, di Alessandro Cattelan, domani alle 12:35.

Parleremo dell'equinozio autunnale e dei vari simboli della festa, nei 5 minuti radiofonici a disposizione.

Potete ascoltare l'intervista via radio, via web (www.deejay.it) o via app. In ogni caso posterò il podcast nei prossimi giorni.

Vi aspetto numerosi ✌️