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mercoledì 27 aprile 2022

Testi delle ballate

The Two Magicians

She looked out of the window as white as any milk

And he looked in at the window as black as any silk

Hello, hello, hello, hello you coal blacksmith

You have done me no harm

You never shall have me maidenhead

That I have kept so long

I'd rather die a maid

Ah, but then she said and be buried all in me grave

Than to have such a nasty, husky, dusky, fusky, musky

Coal blacksmith

A maiden I will die

She became a duck, a duck all on the stream

And he became a water dog and fetched her back again

She became a star, a star all in the night

And he became a thundercloud and muffled her out of sight

She became a rose, a rose all in the wood

And he became a bumble bee and kissed her where she stood

She became a nun, a nun all dressed in white

And he became a canting priest and prayed for her by night

She became a trout, a trout all in the brook

And he became a feathered fly and catched her with his hook

 

She became a corpse, a corpse all in the ground

And he became the cold clay and smothered her all around

 



 
 

 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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lunedì 14 febbraio 2022

Ciòca Mars!


Scaccia febbraio, batti marzo!

Fino a qualche decennio fa esisteva una tradizione nel nord Italia chiamata "bater marzo" o "ciòca mars", a seconda delle regioni. Gli ultimi tre giorni di febbraio si usciva in strada con pentole e campanacci, suonandoli per fare più baccano possibile. Il senso era quello di "spaventare febbraio" per cacciarlo via e, con lui, cacciar via il freddo, le malattie, l'inverno e dunque l'idea della morte. Al contempo si annunciava l'arrivo di marzo.

Tale tradizione proponeva quell'atto magico che da sempre viene utilizzato nei riti contadini, nel folcore antico e nella magia cerimoniale: produrre un suono forte per scacciare gli spiriti maligni e le negatività, attirando la parte luminosa di un intento.
Battere il pentolame a questo scopo veniva fatto già dalle popolazioni italiche; ancora prima il suono squillante di una campanella era in uso tra gli indoeuropei e oggi si trova nei rituali in India, in Thailandia, ma naturalmente anche in altre tradizioni, come in quella cattolica.
Non mi dilungo oltre su questo argomento solo perché non basterebbe un semplice post.

Se febbraio va scacciato in fretta e furia, marzo si accoglie con tutti quei rituali che non si sono fatti nel mese precedente. Il rinnovo di cui marzo è portatore si celebra nel primo giorno del mese con tutto ciò che si può fare in questa giornata, come: tagliarsi i capelli, buttare il vecchio ciarpame, bruciare le foglie cadute, pulire la casa, regalare ciò di cui non si ha più bisogno, potare le piante, seminare, rinnovare tende e cuscini, ecc...

Tutto ciò che fa parte del senso di rinnovo in questo giorno arriva da tempi antichi, in special modo dagli antichi Romani per cui oggi era il primo giorno dell'anno (prima della riforma).
Tornando al folclore moderno, ecco che il 1° marzo serviva - fino a qualche decennio fa - a celebrare burlescamente la vita con finti annunci di matrimonio tra i giovani non ancora sposati. Un gruppo di ragazzi capitanati da un "solista" pronunciava il nome delle ragazze che essi avrebbero voluto sposare, urlandolo ad alta voce dentro a una specie di megafono fatto di corteccia arrotolata. Il monologo qualche volta era pungente, altre volte irripetibile e irriverente. Cosa che faceva ridere tutto il vicinato.

Non posso che concludere questa nota dicendo che è un vero peccato che tradizioni come queste stiano inesorabilmente sparendo, perché sono il vivo esempio di una vita ricca di significati antichi.
 
 
 
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Testo coperto dalle vigenti leggi sul copyright.

sabato 24 luglio 2021

Handfasting e Dextrarum Iunctio: le nozze pagane

 

Il matrimonio, così come lo conosciamo, è un rito antichissimo che si perde nella notte dei tempi e viene celebrato da millenni in ogni cultura e con ogni religione. I Celti di epoca medievale legavano le mani degli sposi quale allegoria della loro unione. Gli antichi Romani si sposavano tenendo in mano una bilancia a testimonianza dell’equilibrio fra uomo e donna, poi si davano la mano destra per simboleggiare il reciproco accordo di coppia. Nella Grecia classica il matrimonio durava tre giorni e il momento focale era il trasloco della sposa nella casa del futuro marito con tanto di corteo e banchetti a non finire. In quasi tutta l’Europa e parte del Medioriente le spose indossavano un abito color arancio, che simboleggiava il passaggio all’età adulta, e quindi la maturità sessuale; il colore bianco arrivò molto più tardi dalla cultura araba che lo accostava al bianco fiore d’arancio, simbolo di purezza.


Retaggi pagani
Anche se oggi siamo abituati a pensare che il matrimonio religioso sia solo quello cattolico con bouquet, fedi, e lancio di riso, fa un certo effetto scoprire che tutti i passi e le tradizioni sono stati presi dai culti pagani antichi e sono rimasti praticamente invariati per millenni. Per esempio, le damigelle sono un’eredità egizia: esse si vestivano riccamente come la sposa e la accompagnavano durante il corteo per confondere gli spiriti maligni che così non potevano lanciarle malefici.

Anche la tradizione di sposarsi a giugno è tipicamente pagana: siccome maggio era il mese consacrato alle nozze degli Dèi, i mortali potevano sposarsi solo dal mese successivo in poi. Inoltre la luna piena di giugno veniva chiamata “di miele” poiché quello è il momento dell’anno in cui le api depositano più miele in assoluto, e così si accomunava la consacrazione dell’amore all’idea di dolcezza. Per questo motivo il primo periodo di matrimonio (che per noi costituisce il viaggio di nozze) viene tutt’ora chiamato ‘Luna di Miele‘.

E il lancio del riso? Neanche a dirlo è anch’esso un retaggio pagano. Il riso è una pianta che nell’antichità veniva associata all’idea di abbondanza e di fertilità, perciò lanciare i chicchi sulla coppia appena sposata serviva (e serve) ad augurare una vera e propria pioggia di soldi e tanti figli sani.
Ci sono molti altri esempi e li vedremo strada facendo.

 



L’Handfasting e il Dextrarum Iunctio

Non si hanno vere e proprie testimonianze su come si svolgesse il matrimonio in epoca antica tra i Celti, questo perché non amavano la scrittura e difficilmente lasciavano documenti. Inoltre, a seconda della popolazione o del clan, il rito prevedeva rituali molto diversi tra loro, per esempio in Scozia gli sposi si giuravano eterno amore pronunciando la promessa con una pietra tra le mani.
Ma da dove arriva, allora, la legatura della mani, o handfasting?
In tempi relativamente antichi, il matrimonio veniva sigillato con un vero e proprio patto di sangue. Con la punta di un pugnale gli sposi si incidevano il polso destro lasciando fuoriuscire il proprio sangue e subito dopo li legavano insieme con una fascia di stoffa. In questo modo il loro sangue era eternamente mescolato, una era parte dell'altro e viceversa.
 
Museo archeologico di Carsulae
Come già detto, a Roma esisteva il dextrarum iunctio, cioè la giunzione delle (mani) destre. Il rito è rappresentato da diverse antefisse e bassorilievi a partire dalla fine dell'età repubblicana, cioè tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. e si è protratto fino al VII sec. d.C..  Con tale gesto gli sposi si scambiavano la promessa di una vita insieme, come un vero e proprio accordo.
Come risultato della politica espansionistica romana, molti culti e tradizioni vennero esportati e importati, grazie al naturale scambio culturale che i romani sostenevano. Dunque, anche se l'handfasting è testimoniato a partire dal 1200, cioè in un'epoca in cui non esisteva più né il patto di sangue, né il dextrarum iunctio, è naturale supporre che da qualche parte della storia, i due riti si siano incontrati - magari solo per pochissimo tempo - ma di certo non è un caso se l'handfasting li ricorda entrambi.
E a ben vedere, in tempi tardi, anche tra i Celti si cominciò a usare la sola stretta di mano in segno di un accordo tra gli sposi.



L'Handfastin moderno

Oggigiorno i neopagani sono ormai un numero altissimo in tutto il mondo e anche i matrimoni di estrazione filo-celtica o ono in continuo aumento. Come già detto, il rituale poteva variare da regione a regione e addirittura da clan a clan, per questo motivo esistono molte varianti. Una traccia in chiave moderna ci viene fornita da un famoso testo pagano degli anni ’70 intitolato “A Witches’ Bible”, scritto dai coniugi Farrar, sacerdoti wiccan inglesi. Tuttavia al giorno d’oggi molte coppie preferiscono scegliere insieme all’officiante l’intero iter ritualistico, con il risultato che ogni Handfasting è diverso da tutti gli altri e sempre originale.
In ogni caso la cerimonia possiede uno schema di base abbastanza comune, che può essere ampliata e personalizzata, e si svolge più o meno così:

  • L’officiante traccia il Cerchio, chiama gli Dei e gli Elementi
  • fa entrare gli sposi nel Cerchio, e gli unge la fronte con una croce solare (o con un pentagramma)
  • gli sposi vengono benedetti con gli Elementi
  • l’officiante pronuncia le frasi di rito e fa promettere il “sì” degli sposi
  • le mani degli sposi vengono legate con un nastro
  • gli sposi accendono un grosso cero bianco che verrà poi acceso ogni anno per l’anniversario
  • l’officiante slega le mani degli sposi
  • gli sposi si scambiano le fedi
  • l’officiante benedice la “pietra testimone”
  • gli sposi offrono un dono agli Dei (fiori, frutta, cristalli… da lasciare possibilmente nel bosco)
  • si consuma un piccolo banchetto in onore degli Dei a base di biscotti e idromele
  • si conclude il rito ringraziando gli Dei, congedando gli Elementi e riaprendo il Cerchio.

Certamente avrete notato un passo in particolare… e cioè lo scambio delle fedi. Anche questo risale a tempi antichi: l’anello, di forma circolare, ricorda simbolicamente l’anno solare e il suo eterno ciclo stagionale. Il nome stesso proviene dal latino annus, ovvero “anno”, la cui radice indoeuropea an- vuol dire “circolo”. Inoltre il termine anulare indica il dito su cui va infilato l’anello. In altre parole la fede nuziale è uno strumento per propiziare l’eternità dell’unione. In questo senso, quindi, non ha alcun legame particolare con la sola religione cristiana, ma anzi fa da denominatore comune a diversi culti.

Ma vediamo anche gli altri elementi. Il gesto di stringersi le mani destre in segno di accordo, di cui ho parlato in precedenza, ha natali estremamente antichi: le prime testimonianze risalgono alle popolazioni babilonesi, sebbene in quel caso il significato non riguardasse il matrimonio, ma l'onore di ricevere il potere dalle mani della divinità.

Il nastro che lega le mani degli sposi acquisisce il valore di strumento magico che viene “caricato” dal volere della coppia nell’intento di unire spiritualmente le proprie anime oltre la visione terrena. Va specificato che sono molti quelli che vedono nell’unione terrena la riaffermazione di un legame che esiste cosmicamente ed eternamente fra due persone, a prescindere dai limiti di tempo e di spazio, e che quindi in ogni vita successiva essi si rincontrano e continuano la loro vita insieme. Alla fine del rito gli sposi possono scegliere di tenere il nastro come ricordo e riutilizzarlo ogni anno in occasione dell’anniversario legando reciprocamente le proprie mani, oppure di fare un nodo e di bruciarlo per sigillare l’idea di legamento.

Poi c’è la pietra “testimone” ovvero una pietra particolare scelta dalla coppia (che può essere un sasso molto levigato, un cristallo o una pietra preziosa) che simboleggia la ferma e reciproca volontà dei due a sposarsi e a rendere solido il matrimonio.

C'erano moltissimi altri riti, gesti e azioni che facevano parte delle celebrazioni antiche e che possono essere integrati. L'importante è creare un percorso liturgico in cui entrambi gli sposi si vedono e si riconoscono.


Ritualistica
Torniamo al rito in sé. Esso può essere celebrato da uno o due officianti. Nel primo caso l’officiante unico può essere un sacerdote o una sacerdotessa; nel secondo caso ci sono entrambi. In alcune cerimonie che si svolgono durante i festival celtici, l’officiante è spesso un druido (o meglio un neodruido) che sposa coppie di giovani con un rito semplicissimo: dopo che i due pronunciano il proprio nome, egli gli lega le mani e gli pone sopra un falcetto e un ramo di vischio, sigillando l’unione. 

Il falcetto e il vischio sono strettamente legati alle arcaiche funzioni religiose celtiche: il druido tagliava con il falcetto un ramo di vischio cresciuto sulle querce; anticamente si credeva che le sue bacche contenessero lo sperma degli Dèi ed era quindi il più prezioso strumento magico legato alla fecondità e all'abbondanza: due idee legate al matrimonio. Il vischio, dunque, rappresenta la funzione creativa dell’unione sessuale, che benedice la coppia e il suo amore. Non a caso, ancora oggi, ci baciamo sotto il vischio.

Altro tipo di Handfasting è quello chiamato “Intimo”, che viene celebrato solamente dagli sposi, in segreto, con al massimo la presenza di due testimoni. Si tratta di una cerimonia semplice, in cui i due sposi si promettono amore e fedeltà davanti al volere degli Dèi. Oggi è poco utilizzato a dire il vero, ma certamente ci fornisce una splendida testimonianza di un passato romantico e carico di mistero.

 

 

 


Legalmente Uniti
Per chi se lo stesse chiedendo, secondo la legge italiana, nessuna coppia può dirsi sposata con il solo rito religioso, nemmeno con quello cattolico. Tuttavia ci sono delle concessioni che possono far aggirare l’ostacolo. Generalmente si può chiedere che l’officiante venga autorizzato a celebrare il matrimonio civile con una delega speciale, ma occorre accettarsi che il proprio comune preveda questo genere di pratiche e che, in tal caso, preveda altresì che il rito possa essere officiato al di fuori delle mura del municipio.
Superati questi piccoli intralci burocratici, che sia un druido o una sacerdotessa, il vostro officiante potrà sposarvi secondo ogni legge… civile e divina.

 

Se avete ulteriori domande o necessitate di qualcuno che celebri la vostra unione, non esitate a contattarmi.

 

Crediti d'immagine:
Mad Cerimonies, Awen Creative, Monica Casalini, Johanna Polle.

sabato 29 febbraio 2020

La Mimosa delle Donne

Arriva la Giornata Internazionale della Donna e siccome la mimosa è molto più utile sulla pelle delle donne che non infiocchettata in un rametto, ho deciso di darvi tante ricettine semplici ed efficaci per il corpo e per l'anima... e vi assicuro che alla fine del post amerete la mimosa molto più di quanto abbiate mai fatto!


Mimosa Zen
L’olio di mimosa svolge un’importante azione calmante negli stati di ipertensione, nervosismo, e stress. In questi casi basta versare una goccia di o.e. di mimosa su un batuffolo d’ovatta e annusarla per qualche minuto.
In caso di delusione amorosa o di un forte spavento scaldate un pentolino d’acqua e versate due o tre gocce di o.e. di mimosa e fate le inalazioni. Ristora la psiche e consola l’anima.

Sogni d’oro*
Per una dormita davvero riposante preparate una tisana di camomilla e versate una goccia di o.e. di mimosa nella tazza. Dormirete profondamente e vi risveglierete finalmente riposate.

Olio “Mimosa VS arrossamenti”*
1 cucchiaino di olio di mandorle
1 goccia di o.e. di mimosa
Questo semplicissimo olio protegge la pelle dagli agenti esterni invernali come vento e freddo pungente. Evita gli arrossamenti e le irritazioni, fornendo un gradevole effetto calmante.

Gel dopo-giornataccia*
1 cucchiaio di gel di aloe vera purissimo
2 gocce di o.e. di mimosa
1 goccia di o.e. di camomilla
Passate questo gel sulla pelle dopo averla lavata – evitando il contorno occhi – e massaggiate dal basso verso l’alto, anche il collo, fino a completo assorbimento.
Questo delicatissimo gel è ottimale per concludere una giornata passata all’aria aperta, sia in caso di sole, sia in caso di vento freddo. Calma le irritazioni cutanee, il prurito ed evita l’esfoliazione della pelle.

Olio da notte anticouperose
20 ml di olio di jojoba o di mandorle
3 gocce di o.e. di mimosa
Dopo aver lavato il viso prima di andare a dormire, passate quest’olio sulla pelle massaggiando delicatamente.

Non più mani arrossate*
1 cucchiaino di burro di karité
2 goccia di o.e. di mimosa
Scaldate un cucchiaino di burro di karité puro e aggiungete 2 gocce di o.e. di mimosa. Passate la pomata ottenuta sulle mani per avere pelle morbida e libera dagli arrossamenti.


E infine un piccolo rituale che vi metterà in pace con il mondo.


Rituale con la Mimosa
Ingredienti:
1lt di Elisir di Luna
1 cucchiaio di miele (meglio se di tiglio)
5 gocce di olio essenziale di mimosa

Questa semplice ma preziosa ricetta per il bagno o per la doccia rituale è ottima sia per le donne che per gli uomini: le donne beneficeranno delle proprietà calmanti e riappacificatorie, ritrovando la radice del proprio potere femminile; gli uomoni potranno mettersi in contatto con la propria parte femminile e beneficiare di un ritrovato potere comunicativo.

In un litro di Elisir di Luna fate sciogliere un cucchiaio di miele e 5 gocce di o.e. di mimosa. Caricate la miscela ottenuta e versatela nell'acqua della vasca da bagno o come risciacquo finale dopo la doccia.
Visualizzate o meditate come da vostra routine.





NOTE
- Tutte le ricette contrassegnate con l’asterisco sono di mia creazione e testate solo su di me, perciò vi prego di fare attenzione e di leggere bene il disclaimer prima di provarle su di voi.
- Quando parolo di olii essenziali mi riferisco sempre e comunque ad olii purissimi e ingeribili

Testo protetto da Copyrighted e da Creative Commons.

Fonti:

mercoledì 15 gennaio 2020

Acqua di Imbolc

Ho da poco inaugurato sulla pagina fb del Calendario Pagano una nuova iniziativa: il #sabatopagano. Si tratta di post settimanali con cui condivido ricette di incensi, tradizioni, curiosità, rimedi antichi, bagni rituali, ecc...
 
Questo sabato voglio condividere con voi una mia vecchia ricetta per preparare un'acqua celebrativa di Imbolc.

L'ingrediente principale è la neve, ma in caso non se ne avesse a disposizione si può utilizzare del semplice ghiaccio.

Accendete una candela bianca per tutta la durata della preparazione.
Ponete la neve (o il ghiaccio) in una ciotola di vetro appoggiata sopra alla corteccia di betulla. Va bene anche un piccolo ciocco oppure una fetta di legno, l'importante è che siano di betulla. Mettete il tutto al sole o accanto a una finestra in modo che riceva la luce solare.
Una volta ottenuta l'acqua aggiungete un pizzico abbondante di sale e benedite come da vostra abitudine. Poi aggiungete 3 gocce di o.e. di olibano e mescolando visualizzate l'intento che volete operare con la celebrazione di Imbolc.
Se avete una Croce di Brigit ponetela sopra la ciotola e caricate l'acqua.
Una volta finito versatela in una boccetta di vetro e conservatela per la celebrazione.

Potete utilizzare questa acqua per purificare voi stessi o la vostra casa, per bandire le negatività, per consacrare i vostri oggetti o come offerta a Brigit.


Testo protetto da Copyrighted.com e da Creative Commons.


giovedì 12 dicembre 2019

Rito collettivo del Ceppo di Yule

Come molti di voi sapranno, il rito del Ceppo di Yule prevede che nove giorni prima del solstizio d'inverno si prenda un grosso ceppo da tenere in casa e che ogni ospite sia invitato a legargli intorno un bigliettino di carta con su scritto un desiderio, un augurio o un buon proposito per il nuovo anno. Il giorno di Yule il ceppo viene arso nel camino insieme ai bigliettini, con l'auspicio di buon esito.

Così ho deciso di farlo anch'io accogliendo tutti i vostri messaggi. Dal 12 al 18 dicembre inviatemi in pvt (su facebook) il vostro biglietto, io penserò a stamparlo e a legarlo al ceppo che brucerò il 19 dicembre nel mio caminetto, insieme a erbe e resine caricate per lo scopo.

P.s.: naturalmente garantisco la più totale privacy rispetto a ciò che scriverete.


lunedì 29 luglio 2013

Il Pentagramma quale espressione millenaria dell'esoterismo

C'é un simbolo, un disegno fra i più semplici e allo stesso tempo complessi, che accompagna la storia dell'uomo da circa 5500 anni. Forse anche di più.
Un simbolo che da solo é in grado di smuovere montagne di parole, far insorgere, far inginocchiare... e sicuramente far parlare di sé. E' il Pentagramma, la stella a cinque punte.


Opera di Bradley W. Schenk

Successe dopo lunghissime osservazioni astronomiche che un astrologo mesopotamico (all'epoca non c'era distinzione tra astronomia e astrologia) si accorse che il Pianeta Venere, durante il suo lungo girovagare nella volta stellata, disegnava un enorme stella a cinque punte intorno al sole. Il fenomeno si ripeteva identico a se stesso ogni 8 anni... perció queste osservazioni furono davvero lunghe.
Periodo sinodico di Venere
Da quel momento, da quella piccola presa di coscienza, cambió qualcosa nel mondo, anche se nessuno ancora lo sospettava.

Il pentagramma divenne da subito il simbolo delle divinità femminili dell'epoca, ovvero: Inanna, Ishtar, Afrodite, Venere, ecc. e delle città che esse proteggevano. Va detto, infatti, che anticamente ogni cittá aveva una divinitá tutelare che proteggeva i cittadini da guerre, carestie, malattie e altre disgrazie. E generalmente si trattava della divinitá più importante, che all'epoca era rappresentata esclusivamente dalle dee Madri. E per "madri" si intende "madri del mondo", dee creatrici del tutto, Signore indiscusse di tutto ció che la Natura e i mondi visibili e invisibili erano.

Da quel momento in poi il pentagramma cominció a comparire su tavolette di terracotta, monete, e poi su gioielli, ceramiche, abitazioni e monumenti. Insomma ovunque. Esso acquisì anche diversi significati, oltre a quello di protezione e di salute, e più specificatamente assorbí l'idea di Conoscenza. Sí, quella con la C maiuscola, perché non era una semplice conoscenza accademica, bensì quella occulta.
Il sapere riservato a pochi, possibilmente "poche", visto che a quell'epoca i misteri liturgici e i riti iniziatici erano per lo più riservati alle donne, anche se qualcosa stava già cambiando. Si trattava quindi di conoscenze legate all'uso delle erbe, alle connessioni naturali tra il ciclo femminile e le 13 lunazioni, e via dicendo.

Col passare dei secoli e con il cambio di potere religioso da femminile a maschile anche il nostro simbolo compí diversi cambiamenti. Cominció a comparire accanto alle squadre e ai commpassi dei primi architetti. Vi ricorda qualcosa? Pitagora era ossessionato dal Pentagramma (proprio come la sottoscritta) e dalla sua perfezione naturale che compariva nella matematica cosí come nella biologia. Le scuole pitagoriche furono la rampa di lancio per tutte le logge occulte che gli succedettero fino ad arrivare alle moderne organizzazioni massoniche.

Quello che più stupisce é che il p. non comparve solo in Occidente, ma anche in Oriente presso diverse tradizioni, come quella taoista e quella indù. Inoltre sono tantissime le religioni e le filosofie spirituali che lo presero per rappresentare questo o quel concetto. Persino i protocristiani ne facevano uso. Ma in tutti questi casi l'idea centrale che intrinsecamente il pentagramma significava era ed é l'Equilibrio Cosmico, ovvero la perfetta fusione degli opposti: maschile e femminile.

Questo é un punto su cui molti occultisti ottocenteschi insistettero e da cui presero forma le loro teorie esoteriche. A ben pensarci era così fin dai tempi dei Sumeri, quando cioé Inanna e le sue controparti di mezzo Medioriente e sud Europa simboleggiavano da sole tutti gli aspetti sia maschili sia femminili di cui il Tutto era fatto.

Ma andiamo avanti.
Ad un certo punto della storia, relativamente recente in effetti, il Pentagramma acquisisce un ulteriore salto di qualità comprendendo i poteri dei Cinque Elementi: Acqua, Fuoco, Terra, Aria e Spirito (o Quintessenza, o Akasha, ecc...). Non é certo cosa da poco, dato che questo passaggio fornirà nuova ispirazione in ogni campo in cui il pentagramma era solito trovarsi. E anche in quelli in cui prima non c'era.

Nel MedioEvo e per tutto il periodo successivo il pentagramma e il suo simile pentacolo, venivano usati ancora per propositi positivi, soprattutto nel nord Europa, come amuleti portafortuna.
Sembra che peró non tutti fossero d'accordo con questa visione e presto il simbolo che aveva sempre rappresentato la luce del sapere, fu presto demonizzato con le sospette streghe che ancora lo usavano per i loro antichi rituali.*
Tuttavia appare strano che un simbolo cosí odiato dall'Inquisizione compaia di frequente sulle chiese erette in quello stesso periodo. E' quindi possibile che la cosa sia stata "romanzata" un po' più del dovuto. La cosa curiosa é che all'inizio non erano affatto disposti come lo sono oggi...

Asso di Pentacoli (o Denari)
La magia cerimoniale sviluppatasi dalla metá del 1700 in avanti fece largo uso del pentagramma ma fu solo ad opera di Eliphas Levi che esso prese una connotazione davvero negativa se disegnato al rovescio. Egli lo accostó all'idea di malvagio, di sbagliato e - ovviamente - all'opera di Satana.
E a proposito di quest'ultimo ingegnoso e variopinto personaggio, va assolutamente fatta una chiarificazione. Il Pentagramma rovesciato non ha nulla di negativo nemmeno per i satanisti. Che ci crediate o meno i veri satanisti (quelli cioé non dediti ad alcuna attività violenta o malvagia), usano il pentagramma per scopi legati alla consapevolezza, alla meditazione, al raggiungimento dell'Io, e via dicendo. Mi preme molto sottolineare che ogni volta che vedete un pentagramma disegnato con il sangue o che rappresenta un atto di violenza su animali o persone é opera di persone stupide, represse e forse deviate, che nulla hanno a che vedere con il raggiungimento di una spiritualità personale seria e faticosamente conquistata. Essi non rappresentano né i satanisti, né qualsiasi altro gruppo vogliano farvi credere.

E i pagani moderni? Bé, a parte che il discorso appena fatto vale anche per noi, possiamo dire che abbiamo avuto l'enorme fortuna di ricevere il Pentagramma e le sue infinite sfaccettature direttamente nelle mani. Per noi esso é l'essenza ultima del potere della Natura, dell'Equilibrio Cosmico, della Perfezione Divina e di tutto ciò che essa regala a questo mondo. Lo usiamo per benedire, proteggere, consacrare e rendere migliore tutto ció che ci circonda. Siamo fieri portatori moderni di un antico potere che sembra quasi vivere di vita propria, che ad ogni epoca si ripropone nuovamente diverso e pur sempre identico a se stesso, di generazione in generazione. La sua onnipresenza sconfigge l'idea di tempo e di spazio, confermando palesemente che il concetto di archetipo é insito nella natura umana e una volta assorbito non possiamo farne piú a meno.


Seimei Shrine - Giappone
Questo articolo é solo un brevissimo sunto tratto dal mio saggio disponibile in tutte le librerie esoteriche:

"Il Pentagramma. Simbologia e utilizzo nei millenni"
edito da Anguana Edizioni.

www.pentacolo.it






*NOTA
Spesso si sente dire che le donne accusate di stregoneria erano semplici guaritrici, erbane e donne colte. É vero, ma non erano solo questo. Molte di loro officiavano ancora gli antichi culti pagani, eseguivano magie e celebravano gli Dei. Questo perché, al contrario di quanto i cronisti del tempo ci hanno fatto credere, i culti pagani erano duri a morire anche in epoca post-mediavale; i rituali agresti e la magia popolare erano piú che vivi e sentiti da una popolazione sí analfabeta, ma consapevole e fortemente legata al ciclo della natura.



Scritto per Rifessioni.it

venerdì 30 novembre 2012

Libro

Il Pentagramma. Simbologia e utilizzo nei millenni.

Il libro è sostanzialmente un completo trattato sulla simbologia del Pentagramma (e del Pentacolo) che lo descrive in maniera esauriente su vari aspetti: origini, significati, storia, esoterismo, ecc... Si parla di astronomia antica, di sezione aurea, di sigilli magici, di siti archeologici e di tutto ciò che in qualche modo nel corso dei millenni è entrato in contatto con il esso.

Ci sono diversi riferimenti anche alle nostre abitudini moderne che mai sospetteremmo essere collegate al Pentacolo e si cerca di spiegare come mai esso appare sulle cattedrali di tutto il mondo. Inoltre il libro è riccamente corredato da centinaia di immagini, foto e illustrazioni che aiutano il lettore ad una più ampia comprensione del saggio.

Nel panorama, ormai saturo, della letteratura esoterica italiana questo testo fornisce unicità per argomento trattato e visione globale del concetto di archetipo.

"L'idea è nata un po' per caso. Stavo redigendo una piccola ricerca sulla simbologia del Pentagramma per il gruppo di studio di cui facevo parte anni fa. Più tentavo di concludera, più trovavo nuovi argomenti e nuovi testi da cui attingere. Piano piano mi resi conto che la mole di dati era tale da risultare sprecata per una semplice ricerca privata. Tutte queste informazioni scisse tra loro dovevano essere messe insieme e rese note al grande pubblico, così da portare a termine lo scopo insito e intrinseco del simbolo stesso: la Conoscenza.

Ci sono voluti anni di studio per estrapolare, verificare e combinare ogni informazione tratta dall'umano sapere: testi antichi e moderni, luoghi di culto, dipinti, monumenti, religioni e divinità pagane... ma come per ogni grande opera, ne è valsa la pena."


Le sezioni del libro:
Introduzione
Onnipresenza
Descrizione della forma
Defnizione dei termini
Origini storico-astronomiche e mitologiche
La stella e la rosa
La simbologia nella storia
Geo esoterismo
Coclusioni storiche
Pratica magica
Corrispondenze
Costruzioni e direzioni
Rituali
Tipologie di disegno esoterico
Il Pentagramma nelle Arti e nelle scienze
Il Pentagramma quale scelta d'appartenenza
La stella in Natura



Il libro è edito da Anguana Edizioni. Codice ISBN: 987-88-97621-19-5
E' in vendita in tutte le librerie di settore ed é ordinabile da qualsiasi negozio di tutta Italia.
Inoltre lo si può acquistare anche online tramite uno di questi siti:


MediaWorld
Webster.it
Libreria Universitaria
la Feltrinelli 
Leggere
Mauronline
AZ Libri
Italia DVD
Aldebaran On Line
Good Book
Macrolibrarsi
Libri per evolvere
Katie King
BooXtore (Gruppo Fenix)
Ebay
Abebooks
Excalibooks
Risvegliarsi
Libri Scolastici
Guna Libri
Il Libraccio
Good Reads




BOOKTRAILER UFFICIALE






PRESS KIT

Il press kit è a disposizione di giornalisti, articolisti e recensori che operano sul web e sul cartaceo. Chiunque usufruisca di tale materiale è pregato di segnalare l'uscita dell'articolo per la rassegna stampa.
Per ulteriori informazioni, richieste speciali, interviste, ecc. potete contattare direttamente l'autrice o la casa editrice.


Il Press Kit - disponibile in formato .rar e .zip - contiene:
- copertina del libro
- presentazione del libro
- quarta di copertina
- breve biografia dell'autrice e link utili
- foto dell'autrice
- presentazione della casa editrice Anguana Edizioni
- logo di Anguana
- font utilizzato

Per scaricare il press kit clicca sulle immagini qui di seguito a seconda del tipo di compressione preferita.









RECENSIONI


Il Direttore di Italia Magazine, Mario Masi: 
La parola “simbolo” spesso viene associata alla sfera esoterica, mistica, alchemica e massonica.  Ci sono poi dei simboli talmente antichi e diffusi che diventano degli “archetipi”, ossia ciò che la psicoanalisi di Jung ed altri autori definivano come idee innate, predeterminate dell’inconscio umano.
Il pentagramma è senza dubbio il simbolo esoterico per eccellenza, presente in natura, nell’arte, nell’architettura e nelle culture di tanti paesi.
Le sue tracce si perdono nella notte dei tempi, persino la mela di Eva, “il pomo dell’Albero della Conoscenza”, se tagliata in due forma con i semi una stella perfetta.
Pitagora attribuiva al numero 5 proprietà mistico-matematiche e nel Medio evo era usato nelle culle dei bambini come potente talismano protettivo.
Tale accezione positiva del pentagramma ebbe fine con l’Inquisizione, quando diventa un simbolo malefico e gli viene affibbiato il nome di “piede di strega”, causando la messa al rogo di chiunque ne possedesse un esemplare.
Ma questo non ne fermò la diffusione e Monica Casalini, nel saggio “Il Pentacolo. Simbologia e utilizzo nei millenni" (Anguana Edizioni), ne riporta minuziosamente tutte le testimonianze. Dalla “Stella Fiammeggiante” massonica all’ emblema dell’Ordine dei Templari. E che dire del Pentagono di Washington o della planimetria originale della città di Detroit?
L’Irlanda ha curiosamente cinque grandi strade, cinque province e cinque codici legislativi
A Torino, in piazza Statuto, si trova la fontana del Frejus, dove spicca una statua in pietra nera raffigurante un angelo con una stella a cinque punte rovesciata sulla sua testa, chi è questo angelo? Ve lo svela la Casalini nel suo libro.
La stella della Repubblica Italiana o la bandiera degli Stati Uniti non hanno bisogno di ulteriori commenti.
L’idea è nata un po’ per caso – racconta l’autrice – Stavo redigendo una piccola ricerca sulla simbologia del Pentagramma per il gruppo di studio di cui facevo parte anni fa. Più tentavo di concludere, più trovavo nuovi argomenti e nuovi testi da cui attingere. Piano piano mi resi conto che la mole di dati era tale da risultare sprecata per una semplice ricerca privata. Tutte queste informazioni scisse tra loro dovevano essere messe insieme e rese note al grande pubblico, così da portare a termine lo scopo insito e intrinseco del simbolo stesso: la Conoscenza.
Ci sono voluti anni di studio per estrapolare, verificare e combinare ogni informazione tratta dall’umano sapere: testi antichi e moderni, luoghi di culto, dipinti, monumenti, religioni e divinità pagane… ma come per ogni grande opera, ne è valsa la pena.
Va riconosciuto il merito a Monica Casalini di aver avuto la capacità di scrivere un trattato davvero esauriente sulla simbologia del Pentagramma (e del Pentacolo), affrontando l’argomento da tutti i possibili punti di vista, forte di una corposa ricerca storica e bibliografica di base. Con questo saggio l’autrice rende giustizia alla stella da sempre guida verso la Conoscenza più alta.
Una scrittura scorrevole e le numerose foto e illustrazioni rendono la lettura davvero piacevole e accessibile a chi si avvicina per la prima volta a questo argomento o chi desidera approfondire le proprie conoscenze.

Un piacevolissimo libro nel quale ripercorrere la storia e l'evoluzione di questo Simbolo di cui spesso si parla ancora a sproposito anche in ambienti dotti. il Pentagramma è soprattutto una cosa: onnipresente. Sembra una battuta ma davvero queste cinque punte (o chiavi, pentacolo...) sono state riprodotte, segnate e utilizzate ovunque e sempre, per Magia, Religione, osservazione astronomica..
Monica Casalini è brava a non dimenticare nulla e a mostrarci il Pentagramma dall'Egitto a Eliphas Levi e poi la Golden Dawn, gli Ebrei, gli Indù e poi una chicca: alcuni riti propri della Golden Dawn, un mantra di bando con uno Yantra indù, la Stella nell'architettura e infine il mondo di oggi dove dietro a mode e tatuaggi si nasconde il nostro Pentagramma.
Piacevolissimo e utile.

 
L'ho acquistato perchè mi occorreva un saggio di agile lettura per avere un'infarinatura orientativa su un argomento complesso.
Rispetto ai saggi che leggo di solito, di derivazione prevalentemente accademica, ha uno svantaggio un po' antipatico: non cita sistematicamente le fonti. Anche "citazioni" molto circoscritte non vengono sempre riferite in maniera da poter risalire al testo su cui tale nozioni sono state apprese. C'è soltanto una bibliografia e sitografia di riferimento che appare comunque scarsa, rispetto all'ampiezza dei riferimenti forniti. L'autrice ha comunque la correttezza di riferire che alla stesura del libro hanno contribuito anche le conversazioni con diversi esperti, tutti nominati, e presumo che proprio queste conversazioni siano state il collante che ha permesso di produrre un discorso organico.
Ci sarebbero poi alcuni refusi e alcuni aspetti grafici da migliorare: non inficiano assolutamente la gradevolezza della lettura, ma prendere in considerazione questo aspetto per una prossima edizione del libro potrebbe sicuramente aumentarne l'appetibilità.
Tuttavia do comunque 5 stelle perchè:
1) Offre un sacco di spunti di approfondimento ai neofiti: sul pentagramma si potrebbe scrivere un'enciclopedia (è un argomento trasversale a troppe discipline), ma un volume di tal fatto probabilmente scoraggerebbe alcuni lettori, diventando un'occasione persa. Per cui, meglio operare dei tagli e proporre, con umiltà, qualcosa di più scorrevole che faccia da "starting kit" nozionistico.
2) Al di là dell'interesse per cui si acquista il libro, insegna a non approcciare con superificalità all'argomento, e ad avere uno sguardo più "rispettoso" e "prudente" verso un simbolo troppo spesso abusato e soprattutto strumentalizzato (si veda ad esempio la sua correlazione quasi automatica, nei media, a magia nera, satanismo e cose "negative" in genere).
In conclusione: lo ricomprerei e ne consiglierei l'acquisto a tutti.

 
Google Books: 
Bellissimo libro, l'ho letto tutto d'un fiato sebbene si tratti di una scrittura un tantino più impegnativa del solito. Ben scritto e corredato da tante immagini che sicuramente rendono più semplice la comprensione anche degli argomenti meno noti. A questo proposito ho apprezzato in modo particolare la parte storica che è piena di informazioni mai trattate prima (o comunque trattate in modo marginale). E mi è piaciuta molto anche la parte esoterica perché finalmente vengono spiegati a chiare lettere alcuni argomenti che spesso si leggiucchiano in giro ma dei quali nessuno fornisce una spiegazione dettagliata.
A mio modesto parere, questo saggio colma finalmente il vuoto in ambito simbologico visto che finora nessuno aveva mai scritto un intero libro sul pentagramma.



Il Flauto di Pan:
Monica Casalini racconta in un breve saggio la storia del pentagramma, attraverso i secoli.  Dalle origini ai giorni nostri questo simbolo, da sempre carico di potere, ha assunto diversi significati, positivi e negativi. Ogni popolo che lo ha incontrato l’ha rappresentato in maniera personale, attribuendo un significato non sempre univoco. L’autrice si impegna a farci comprendere come un simbolo così benefico sia stato frainteso e abbia assunto un’accezione fin troppo negativa. La nostra società è solita riconoscere il pentacolo come rappresentazione del male, una stella a cinque punte legata al satanismo e al culto del diavolo.   In questo saggio i riferimenti storici, i documenti e le immagini ci insegnano la vera natura di questo splendido simbolo che rappresenta in realtà i cinque elementi e il legame con la Madre Terra. Il Pentagramma è un archetipo, da sempre presente nella mente umana, al punto da non poterne stabilire una “data di nascita”, ogni civiltà che sia comparsa sulla terra lo ha riconosciuto e inserito nella propria cultura. Simbolo di conoscenza è presente in molte opere d’arte, nell’architettura di tutti i tempi, in natura,l’onnipresenza sembra essere una delle sue caratteristiche principali.  Esso è onnipresente tutt’oggi ed è riconducibile alla Wicca, corrente neo-pagana che lo ha adottato come simbolo identificativo. Le Streghe ne hanno saputo riconoscere il potere benefico e la natura positiva, utilizzandolo nei rituali e come simbolo di protezione. Monica Casalini ha saputo in poche pagine ricostruire una storia che va al di là del tempo, arricchendola di immagini esplicative che aiutano a comprendere come spesso l’ignoranza porti a giudicare in maniera sbagliata. Ciò che non si conosce fa paura, questo saggio apre una porta su un mondo infinito e sconosciuto che è tutt’altro che malefico.
Semplice e scorrevole, interessante e illuminante “Il Pentagramma” è un ottimo trattato storico-antropologico per gli appassionati di esoterismo, neopaganesimo e, perché no, per chi vuole avvicinarsi a questa cultura ma ne è spaventato. Se così fosse, cambierete idea!


Simone Peruzzi:
Premetto che non sono un critico letterario, ma con vero piacere scrivo in pubblica teca il feed che tu hai richiesto.
Il testo è scritto molto bene ed è dotato di ottima scorrevolezza che mi ha consentito di leggerlo in tempi piuttosto rapidi. Mi è piaciuto l’approccio olistico che hai utilizzato, e ho particolarmente apprezzato la parte relativa alla cultura taoista, dato che sono un agopuntore. Leggendo il tuo testo ho ritrovato, seppur in una doverosa sintesi, i principi che illo tempore studiai sul mio trattato francese “Acupuncture” di Jean Marc Kespi. Altra parte di rilevante apprezzamento è stata quella relativa alla componente artistica, e in particolare quella della sezione aurea che ho studiato lo scorso anno durante un corso di disegno e pittura. Leggendo il tuo libro si evince la padronanza dell’argomento, comprovata anche da un difficile taglio multidisciplinare che tu sei riuscita a centrare perfettamente, dove il denominatore comune è sempre l’aspetto esoterico.
Che dirti, Monica? Ti faccio i miei più sentiti complimenti poiché si è aperta una finestra sul mondo: pensavo di conoscere un sacco di cose sul pentagramma e invece non era così. Lavoro certosino, ben curato. Brava! Spero tanto che questo tuo libro abbia un grande successo.



Antheus sul "Tempio delle Ombre":
Ben fatto, scorrevole. Si percepisce che è il frutto di lunghi studi.
L'ho letto in un sol pomeriggio, e quando sono arrivato alla fine mi sono reso conto che credevo di sapere tutto sul pentagramma, ma non era così.
Lo consiglio...


Ilenya Violet - Questo è un libro che tutti gli interessati all'argomento dovrebbero avere nella propria collezione. L'autrice descrive dettagliatamente molti aspetti storici e simbolici del pentagramma. Si capisce che dietro c'è un lungo studio, che ha portato la Casalini a scrivere molte informazioni precise ed inedite. Davvero un ottimo lavoro! Voto: 4 / 5

LupoDeiBoschi - Ottimo libro, chiaro e conciso; perfetto per gli esperti e digeribile per i neofiti. La scrittura é scorrevole seppur con uno stile molto elegante. I temi trattati sono sorprendentemente tanti ed é chiaro l'intento ultimo di questo saggio, ovvero far conoscere a tutti il vero significato del pentagramma (e del pentacolo) purtroppo ancora molto frainteso. Il libro analizza bene sia la parte storica che quella esoterica, lasciando al lettore diversi spunti su cui riflettere. Davvero un bel libro. Voto: 5 / 5


Sara Victoria - Parte molto bene l'esordiente scrittrice con questo must-have sul Pentagramma. Le analisi storiche sono a dir poco accuratissime e alcune di esse quasi inedite, il che rende il libro molto appetibile da quel punto di vista. La parte esoterica verte sulle varie sfaccettature magico-tradizionali che spesso si tende a dare per scontate senza sapere da dove provengano. Ora invece sappiamo perché gli Elementi stanno lí e non altrove (ma non sempre!). Ottime anche le altre sezioni sull'anatomia aurea e sul geo esoterismo. E quando sembra rimanere a secco su un argomento, ecco che l'autrice ci sbalordisce con un intero sito-appendice in cui gli approfondimenti e gli aggiornamenti si sprecano! Insomma, davvero interessante, ricco e particolareggiato... un libro da avere. Voto: 5 / 5 


Lettrice su Macrolibrarsi:
Ho una cultura piuttosto vasta nel campo, ho deciso di acquistare il libro perchè mi è stato consigliato, oltre a conoscere la sua autrice, trovando l'argomento utile al mio sapere ho deciso di leggerlo. Devo ammettere che fin dalle prime pagine si entra in una atmosfera mistica, è molto semplice e fluido, quindi adatto anche a una persona non abituata a tali argomenti. Tutto è spiegato in modo diretto con ricchi riferimenti mitologici e figure che oltre ad arricchire la conoscenza, aprono la mente a piccole cose a cui non si aveva mai fatto caso. Il linguaggio, lessico , utilizzato rende la lettura molto piacevole e veloce e di facile comprensione. Lo consiglio vivamente è un libro ricco i sapere e utilità.


Cerchio delle Antiche Vie:
Libro molto interessante e davvero ben fatto. Consigliatissimo.