mercoledì 27 aprile 2022
Testi delle ballate
lunedì 14 febbraio 2022
Ciòca Mars!
Fino a qualche decennio fa esisteva una tradizione nel nord Italia chiamata "bater marzo" o "ciòca mars", a seconda delle regioni. Gli ultimi tre giorni di febbraio si usciva in strada con pentole e campanacci, suonandoli per fare più baccano possibile. Il senso era quello di "spaventare febbraio" per cacciarlo via e, con lui, cacciar via il freddo, le malattie, l'inverno e dunque l'idea della morte. Al contempo si annunciava l'arrivo di marzo.
Tale tradizione proponeva quell'atto magico che da sempre viene utilizzato nei riti contadini, nel folcore antico e nella magia cerimoniale: produrre un suono forte per scacciare gli spiriti maligni e le negatività, attirando la parte luminosa di un intento.
Battere il pentolame a questo scopo veniva fatto già dalle popolazioni italiche; ancora prima il suono squillante di una campanella era in uso tra gli indoeuropei e oggi si trova nei rituali in India, in Thailandia, ma naturalmente anche in altre tradizioni, come in quella cattolica.
Non mi dilungo oltre su questo argomento solo perché non basterebbe un semplice post.
Se febbraio va scacciato in fretta e furia, marzo si accoglie con tutti quei rituali che non si sono fatti nel mese precedente. Il rinnovo di cui marzo è portatore si celebra nel primo giorno del mese con tutto ciò che si può fare in questa giornata, come: tagliarsi i capelli, buttare il vecchio ciarpame, bruciare le foglie cadute, pulire la casa, regalare ciò di cui non si ha più bisogno, potare le piante, seminare, rinnovare tende e cuscini, ecc...
Tutto ciò che fa parte del senso di rinnovo in questo giorno arriva da tempi antichi, in special modo dagli antichi Romani per cui oggi era il primo giorno dell'anno (prima della riforma).
Tornando al folclore moderno, ecco che il 1° marzo serviva - fino a qualche decennio fa - a celebrare burlescamente la vita con finti annunci di matrimonio tra i giovani non ancora sposati. Un gruppo di ragazzi capitanati da un "solista" pronunciava il nome delle ragazze che essi avrebbero voluto sposare, urlandolo ad alta voce dentro a una specie di megafono fatto di corteccia arrotolata. Il monologo qualche volta era pungente, altre volte irripetibile e irriverente. Cosa che faceva ridere tutto il vicinato.
Non posso che concludere questa nota dicendo che è un vero peccato che tradizioni come queste stiano inesorabilmente sparendo, perché sono il vivo esempio di una vita ricca di significati antichi.
sabato 24 luglio 2021
Handfasting e Dextrarum Iunctio: le nozze pagane
Il matrimonio, così come lo conosciamo, è un rito antichissimo che si perde nella notte dei tempi e viene celebrato da millenni in ogni cultura e con ogni religione. I Celti di epoca medievale legavano le mani degli sposi quale allegoria della loro unione. Gli antichi Romani si sposavano tenendo in mano una bilancia a testimonianza dell’equilibrio fra uomo e donna, poi si davano la mano destra per simboleggiare il reciproco accordo di coppia. Nella Grecia classica il matrimonio durava tre giorni e il momento focale era il trasloco della sposa nella casa del futuro marito con tanto di corteo e banchetti a non finire. In quasi tutta l’Europa e parte del Medioriente le spose indossavano un abito color arancio, che simboleggiava il passaggio all’età adulta, e quindi la maturità sessuale; il colore bianco arrivò molto più tardi dalla cultura araba che lo accostava al bianco fiore d’arancio, simbolo di purezza.
Retaggi pagani
Anche se oggi siamo abituati a pensare che il matrimonio religioso sia
solo quello cattolico con bouquet, fedi, e lancio di riso, fa un certo
effetto scoprire che tutti i passi e le tradizioni sono stati presi dai
culti pagani antichi e sono rimasti praticamente invariati per millenni. Per esempio,
le damigelle sono un’eredità egizia: esse si vestivano riccamente come
la sposa e la accompagnavano durante il corteo per confondere gli
spiriti maligni che così non potevano lanciarle malefici.
Anche la tradizione di sposarsi a giugno è tipicamente pagana: siccome maggio era il mese consacrato alle nozze degli Dèi, i mortali potevano sposarsi solo dal mese successivo in poi. Inoltre la luna piena di giugno veniva chiamata “di miele” poiché quello è il momento dell’anno in cui le api depositano più miele in assoluto, e così si accomunava la consacrazione dell’amore all’idea di dolcezza. Per questo motivo il primo periodo di matrimonio (che per noi costituisce il viaggio di nozze) viene tutt’ora chiamato ‘Luna di Miele‘.
E il lancio del riso? Neanche a dirlo è anch’esso un retaggio pagano. Il
riso è una pianta che nell’antichità veniva associata all’idea di
abbondanza e di fertilità, perciò lanciare i chicchi sulla coppia appena
sposata serviva (e serve) ad augurare una vera e propria pioggia di soldi e tanti
figli sani.
Ci sono molti altri esempi e li vedremo strada facendo.
L’Handfasting e il Dextrarum Iunctio
![]() |
| Museo archeologico di Carsulae |
Oggigiorno i neopagani sono ormai un numero altissimo in tutto il mondo e
anche i matrimoni di estrazione filo-celtica o ono in
continuo aumento. Come già detto, il rituale poteva variare da regione a regione e addirittura da clan a clan, per questo
motivo esistono molte varianti. Una traccia in chiave moderna ci viene
fornita da un famoso testo pagano degli anni ’70 intitolato “A Witches’ Bible”,
scritto dai coniugi Farrar, sacerdoti wiccan inglesi. Tuttavia al
giorno d’oggi molte coppie preferiscono scegliere insieme all’officiante
l’intero iter ritualistico, con il risultato che ogni Handfasting è
diverso da tutti gli altri e sempre originale.
In ogni caso la cerimonia possiede uno schema di base abbastanza comune, che può essere ampliata e personalizzata, e si svolge più o meno così:
- L’officiante traccia il Cerchio, chiama gli Dei e gli Elementi
- fa entrare gli sposi nel Cerchio, e gli unge la fronte con una croce solare (o con un pentagramma)
- gli sposi vengono benedetti con gli Elementi
- l’officiante pronuncia le frasi di rito e fa promettere il “sì” degli sposi
- le mani degli sposi vengono legate con un nastro
- gli sposi accendono un grosso cero bianco che verrà poi acceso ogni anno per l’anniversario
- l’officiante slega le mani degli sposi
- gli sposi si scambiano le fedi
- l’officiante benedice la “pietra testimone”
- gli sposi offrono un dono agli Dei (fiori, frutta, cristalli… da lasciare possibilmente nel bosco)
- si consuma un piccolo banchetto in onore degli Dei a base di biscotti e idromele
- si conclude il rito ringraziando gli Dei, congedando gli Elementi e riaprendo il Cerchio.
Certamente avrete notato un passo in particolare… e cioè lo scambio
delle fedi. Anche questo risale a tempi antichi: l’anello, di forma
circolare, ricorda simbolicamente l’anno solare e il suo eterno ciclo
stagionale. Il nome stesso proviene dal latino annus, ovvero “anno”, la cui radice indoeuropea an- vuol dire “circolo”. Inoltre il termine anulare
indica il dito su cui va infilato l’anello. In altre parole la fede
nuziale è uno strumento per propiziare l’eternità dell’unione. In
questo senso, quindi, non ha alcun legame particolare con la sola religione
cristiana, ma anzi fa da denominatore comune a diversi culti.
Il nastro che lega le mani degli sposi acquisisce il valore di strumento
magico che viene “caricato” dal volere della coppia nell’intento di
unire spiritualmente le proprie anime oltre la visione terrena. Va
specificato che sono molti quelli che vedono nell’unione terrena la
riaffermazione di un legame che esiste cosmicamente ed eternamente fra
due persone, a prescindere dai limiti di tempo e di spazio, e che quindi
in ogni vita successiva essi si rincontrano e continuano la loro vita
insieme. Alla fine del rito gli sposi possono scegliere di tenere il
nastro come ricordo e riutilizzarlo ogni anno in occasione
dell’anniversario legando reciprocamente le proprie mani, oppure di fare
un nodo e di bruciarlo per sigillare l’idea di legamento.
Poi c’è la pietra “testimone” ovvero una pietra particolare scelta dalla coppia (che può essere un sasso molto levigato, un cristallo o una pietra preziosa) che simboleggia la ferma e reciproca volontà dei due a sposarsi e a rendere solido il matrimonio.
C'erano moltissimi altri riti, gesti e azioni che facevano parte delle celebrazioni antiche e che possono essere integrati. L'importante è creare un percorso liturgico in cui entrambi gli sposi si vedono e si riconoscono.
Ritualistica
Torniamo al rito in sé. Esso può essere celebrato da uno o due
officianti. Nel primo caso l’officiante unico può essere un sacerdote o
una sacerdotessa; nel secondo caso ci sono entrambi. In alcune cerimonie
che si svolgono durante i festival celtici, l’officiante è spesso un
druido (o meglio un neodruido) che sposa coppie di giovani con un rito
semplicissimo: dopo che i due pronunciano il proprio nome, egli gli lega
le mani e gli pone sopra un falcetto e un ramo di vischio, sigillando
l’unione.
Altro tipo di Handfasting è quello chiamato “Intimo”, che viene celebrato solamente dagli sposi, in segreto, con al massimo la presenza di due testimoni. Si tratta di una cerimonia semplice, in cui i due sposi si promettono amore e fedeltà davanti al volere degli Dèi. Oggi è poco utilizzato a dire il vero, ma certamente ci fornisce una splendida testimonianza di un passato romantico e carico di mistero.
Legalmente Uniti
Per chi se lo stesse chiedendo, secondo la legge italiana, nessuna
coppia può dirsi sposata con il solo rito religioso, nemmeno con quello
cattolico. Tuttavia ci sono delle concessioni che possono far aggirare
l’ostacolo. Generalmente si può chiedere che l’officiante venga
autorizzato a celebrare il matrimonio civile con una delega speciale, ma
occorre accettarsi che il proprio comune preveda questo genere di
pratiche e che, in tal caso, preveda altresì che il rito possa essere
officiato al di fuori delle mura del municipio.
Superati questi piccoli intralci burocratici, che sia un druido o una
sacerdotessa, il vostro officiante potrà sposarvi secondo ogni legge…
civile e divina.
Se avete ulteriori domande o necessitate di qualcuno che celebri la vostra unione, non esitate a contattarmi.
sabato 29 febbraio 2020
La Mimosa delle Donne
E infine un piccolo rituale che vi metterà in pace con il mondo.
Rituale con la Mimosa
Ingredienti:
1lt di Elisir di Luna
1 cucchiaio di miele (meglio se di tiglio)
5 gocce di olio essenziale di mimosa
Questa semplice ma preziosa ricetta per il bagno o per la doccia rituale è ottima sia per le donne che per gli uomini: le donne beneficeranno delle proprietà calmanti e riappacificatorie, ritrovando la radice del proprio potere femminile; gli uomoni potranno mettersi in contatto con la propria parte femminile e beneficiare di un ritrovato potere comunicativo.
In un litro di Elisir di Luna fate sciogliere un cucchiaio di miele e 5 gocce di o.e. di mimosa. Caricate la miscela ottenuta e versatela nell'acqua della vasca da bagno o come risciacquo finale dopo la doccia.
Visualizzate o meditate come da vostra routine.
Testo protetto da Copyrighted e da Creative Commons.
Fonti:
mercoledì 15 gennaio 2020
Acqua di Imbolc
giovedì 12 dicembre 2019
Rito collettivo del Ceppo di Yule
lunedì 29 luglio 2013
Il Pentagramma quale espressione millenaria dell'esoterismo
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| Opera di Bradley W. Schenk |
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| Periodo sinodico di Venere |
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| Asso di Pentacoli (o Denari) |
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| Seimei Shrine - Giappone |
venerdì 30 novembre 2012
Libro
Le sezioni del libro:
Introduzione
Onnipresenza
Descrizione della forma
Defnizione dei termini
Origini storico-astronomiche e mitologiche
La stella e la rosa
La simbologia nella storia
Geo esoterismo
Coclusioni storiche
Pratica magica
Corrispondenze
Costruzioni e direzioni
Rituali
Tipologie di disegno esoterico
Il Pentagramma nelle Arti e nelle scienze
Il Pentagramma quale scelta d'appartenenza
La stella in Natura
E' in vendita in tutte le librerie di settore ed é ordinabile da qualsiasi negozio di tutta Italia.
MediaWorld
Webster.it
Libreria Universitaria
la Feltrinelli
Leggere
Mauronline
AZ Libri
Italia DVD
Aldebaran On Line
Good Book
Macrolibrarsi
Libri per evolvere
Katie King
BooXtore (Gruppo Fenix)
Ebay
Abebooks
Excalibooks
Risvegliarsi
Libri Scolastici
Guna Libri
Il Libraccio
Good Reads
BOOKTRAILER UFFICIALE
PRESS KIT
Il press kit è a disposizione di giornalisti, articolisti e recensori che operano sul web e sul cartaceo. Chiunque usufruisca di tale materiale è pregato di segnalare l'uscita dell'articolo per la rassegna stampa.
- presentazione della casa editrice Anguana Edizioni
- logo di Anguana
RECENSIONI
Il Direttore di Italia Magazine, Mario Masi:
La parola “simbolo” spesso viene associata alla sfera esoterica, mistica, alchemica e massonica. Ci sono poi dei simboli talmente antichi e diffusi che diventano degli “archetipi”, ossia ciò che la psicoanalisi di Jung ed altri autori definivano come idee innate, predeterminate dell’inconscio umano.
Piacevolissimo e utile.
Rispetto ai saggi che leggo di solito, di derivazione prevalentemente accademica, ha uno svantaggio un po' antipatico: non cita sistematicamente le fonti. Anche "citazioni" molto circoscritte non vengono sempre riferite in maniera da poter risalire al testo su cui tale nozioni sono state apprese. C'è soltanto una bibliografia e sitografia di riferimento che appare comunque scarsa, rispetto all'ampiezza dei riferimenti forniti. L'autrice ha comunque la correttezza di riferire che alla stesura del libro hanno contribuito anche le conversazioni con diversi esperti, tutti nominati, e presumo che proprio queste conversazioni siano state il collante che ha permesso di produrre un discorso organico.
Ci sarebbero poi alcuni refusi e alcuni aspetti grafici da migliorare: non inficiano assolutamente la gradevolezza della lettura, ma prendere in considerazione questo aspetto per una prossima edizione del libro potrebbe sicuramente aumentarne l'appetibilità.
Tuttavia do comunque 5 stelle perchè:
1) Offre un sacco di spunti di approfondimento ai neofiti: sul pentagramma si potrebbe scrivere un'enciclopedia (è un argomento trasversale a troppe discipline), ma un volume di tal fatto probabilmente scoraggerebbe alcuni lettori, diventando un'occasione persa. Per cui, meglio operare dei tagli e proporre, con umiltà, qualcosa di più scorrevole che faccia da "starting kit" nozionistico.
2) Al di là dell'interesse per cui si acquista il libro, insegna a non approcciare con superificalità all'argomento, e ad avere uno sguardo più "rispettoso" e "prudente" verso un simbolo troppo spesso abusato e soprattutto strumentalizzato (si veda ad esempio la sua correlazione quasi automatica, nei media, a magia nera, satanismo e cose "negative" in genere).
In conclusione: lo ricomprerei e ne consiglierei l'acquisto a tutti.
Google Books:
Bellissimo libro, l'ho letto tutto d'un fiato sebbene si tratti di una scrittura un tantino più impegnativa del solito. Ben scritto e corredato da tante immagini che sicuramente rendono più semplice la comprensione anche degli argomenti meno noti. A questo proposito ho apprezzato in modo particolare la parte storica che è piena di informazioni mai trattate prima (o comunque trattate in modo marginale). E mi è piaciuta molto anche la parte esoterica perché finalmente vengono spiegati a chiare lettere alcuni argomenti che spesso si leggiucchiano in giro ma dei quali nessuno fornisce una spiegazione dettagliata.
A mio modesto parere, questo saggio colma finalmente il vuoto in ambito simbologico visto che finora nessuno aveva mai scritto un intero libro sul pentagramma.
Il Flauto di Pan:
Simone Peruzzi:
Premetto che non sono un critico letterario, ma con vero piacere scrivo in pubblica teca il feed che tu hai richiesto.
Il testo è scritto molto bene ed è dotato di ottima scorrevolezza che mi ha consentito di leggerlo in tempi piuttosto rapidi. Mi è piaciuto l’approccio olistico che hai utilizzato, e ho particolarmente apprezzato la parte relativa alla cultura taoista, dato che sono un agopuntore. Leggendo il tuo testo ho ritrovato, seppur in una doverosa sintesi, i principi che illo tempore studiai sul mio trattato francese “Acupuncture” di Jean Marc Kespi. Altra parte di rilevante apprezzamento è stata quella relativa alla componente artistica, e in particolare quella della sezione aurea che ho studiato lo scorso anno durante un corso di disegno e pittura. Leggendo il tuo libro si evince la padronanza dell’argomento, comprovata anche da un difficile taglio multidisciplinare che tu sei riuscita a centrare perfettamente, dove il denominatore comune è sempre l’aspetto esoterico.
Che dirti, Monica? Ti faccio i miei più sentiti complimenti poiché si è aperta una finestra sul mondo: pensavo di conoscere un sacco di cose sul pentagramma e invece non era così. Lavoro certosino, ben curato. Brava! Spero tanto che questo tuo libro abbia un grande successo.
Antheus sul "Tempio delle Ombre":
Ben fatto, scorrevole. Si percepisce che è il frutto di lunghi studi.
L'ho letto in un sol pomeriggio, e quando sono arrivato alla fine mi sono reso conto che credevo di sapere tutto sul pentagramma, ma non era così.
Lo consiglio...
LupoDeiBoschi - Ottimo libro, chiaro e conciso; perfetto per gli esperti e digeribile per i neofiti. La scrittura é scorrevole seppur con uno stile molto elegante. I temi trattati sono sorprendentemente tanti ed é chiaro l'intento ultimo di questo saggio, ovvero far conoscere a tutti il vero significato del pentagramma (e del pentacolo) purtroppo ancora molto frainteso. Il libro analizza bene sia la parte storica che quella esoterica, lasciando al lettore diversi spunti su cui riflettere. Davvero un bel libro. Voto: 5 / 5
Sara Victoria - Parte molto bene l'esordiente scrittrice con questo must-have sul Pentagramma. Le analisi storiche sono a dir poco accuratissime e alcune di esse quasi inedite, il che rende il libro molto appetibile da quel punto di vista. La parte esoterica verte sulle varie sfaccettature magico-tradizionali che spesso si tende a dare per scontate senza sapere da dove provengano. Ora invece sappiamo perché gli Elementi stanno lí e non altrove (ma non sempre!). Ottime anche le altre sezioni sull'anatomia aurea e sul geo esoterismo. E quando sembra rimanere a secco su un argomento, ecco che l'autrice ci sbalordisce con un intero sito-appendice in cui gli approfondimenti e gli aggiornamenti si sprecano! Insomma, davvero interessante, ricco e particolareggiato... un libro da avere. Voto: 5 / 5
Lettrice su Macrolibrarsi:
Ho una cultura piuttosto vasta nel campo, ho deciso di acquistare il libro perchè mi è stato consigliato, oltre a conoscere la sua autrice, trovando l'argomento utile al mio sapere ho deciso di leggerlo. Devo ammettere che fin dalle prime pagine si entra in una atmosfera mistica, è molto semplice e fluido, quindi adatto anche a una persona non abituata a tali argomenti. Tutto è spiegato in modo diretto con ricchi riferimenti mitologici e figure che oltre ad arricchire la conoscenza, aprono la mente a piccole cose a cui non si aveva mai fatto caso. Il linguaggio, lessico , utilizzato rende la lettura molto piacevole e veloce e di facile comprensione. Lo consiglio vivamente è un libro ricco i sapere e utilità.
Cerchio delle Antiche Vie:
Libro molto interessante e davvero ben fatto. Consigliatissimo.


















