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mercoledì 30 novembre 2022

Luna Nuova Magazine di dicembre ha due sorprese per te!

 


 

E' uscito Luna Nuova Magazine di Dicembre ed è esplosivo!

Ecco le novità: da questo mese saliamo a 72 pagine, tutte ricchissime di articoli, rubriche, informazioni, curiosità, schede e tanto altro.
Ma attenzione! Acquistando questo numero riceverai un secondo file in omaggio: un freebie con ricette culinarie e cosmetiche, incensi, pozioni, stampe, cartoline digitali, segnalibri e un rituale completo per il Solstizio. E sempre allo stesso prezzo.

Il nostro regalo per augurarti un sereno Solstizio d'Inverno!

Scaricalo qui: https://payhip.com/b/Xb2wn
Abbiamo anche aggiornato il nostro sito dove puoi vedere un'anteprima della rivista e la nuova sezione "Eventi": www.lunanuovamagazine.it


In questo numero
:

La Luce salvifica dell'Oscuro Solstizio • di Monica Casalini
Esbat di Dicembre • di Bandinu e Casalini
Rituale per l'Esbat di Dicembre • di Monica Casalini
La Costellazione del Sagittario • di Federica Bandinu
Almanacco di Dicembre: feste, lunario e tempo balsamico
Yule • poesia di Ivana Manzi
L'Elleboro Nero • di Cecilia Tanghetti e Valentina Frer
La stella verde di Yule • di Gamaliele Vaccari
Solstizio d'Inverno, it's a druid thing? • di Chiara Comani
Dee Solari dimenticate • di Alice Rancati
Il 25 Dicembre e i suoi Dèi • di Mauro Ghirimoldi
La Veggente Nordica e la Potnia Theròn • di Elisabetta Barberio
Per una poma. Le mele di Iđunn • di Greta Fogliani
Le Madonne Arboree • di Sofia Verco
L'asfodelo • di Valentina Casella
Tradizioni Erbane del Natale • di Monica Casalini
La Teologia Solare di Giuliano l'Apostata • di Mauro Ghirimoldi
La storia dei Thoth, i tarocchi di Aleister Crowley • di Monica Petronzi
La Volpe • di Aigua Volpargento
Il Male tra i Ghiacci • di Viola Guazzini
Bibliografia

giovedì 4 febbraio 2021

Fiori e piante nella mitologia greca

Il Giardino delle Esperidi di Ricciardo Meacci

 

Fiori e piante nella mitologia greca

di Lydia Serrant per Classical Wisdom

Quando Persefone fu rapita da Ade, il dio degli inferi, sua madre Demetra fu colpita dal dolore. Demetra era la dea del raccolto e del suolo fertile. Era piena di un tale dolore per il rapimento di sua figlia che privò la Terra di tutte le sue energie. Il suolo divenne sterile, i fiori appassirono, i raccolti fallirono e i mortali morirono di fame.

Preoccupato da questi eventi, Zeus, dio degli dei, inviò il suo messaggero Hermes nell'Ade per riportare Persefone a casa. Temendo le ripercussioni degli dei dell'Olimpo, Ade negoziò il rilascio di Persefone. Una volta che qualcuno consuma il cibo dei morti, la loro essenza non può mai veramente lasciare gli Inferi, così Ade convinse Persefone a mangiare sei semi di melograno nel suo ultimo giorno con lui, per assicurarsi che sarebbe tornata nell'Ade per sei mesi all'anno.

Persefone tornò in superficie il giorno successivo e, con tanta gioia alla vista della figlia salvata, Demetra partorì l'inizio della primavera e dell'estate. Per sei mesi all'anno, raccolti e fiori fiorirono, solo per appassire di nuovo durante l'autunno e l'inverno, quando Persefone tornò negli Inferi. Il rapimento di Persefone è la personificazione dei cicli stagionali naturali e della vegetazione.

Ogni anno i raccolti prosperano nei mesi più caldi e affondano sotto il suolo dopo il raccolto autunnale. Persefone era venerata e onorata insieme a sua madre Demetra come dea degli Inferi e dea della Primavera e della Natura.


Quelli che seguono sono alcuni dei fiori e delle piante più iconici che compaiono nella mitologia. I greci hanno una ricca tradizione nell'associare gli dei a piante o fiori. Tali associazioni derivano generalmente da alcune caratteristiche fisiche della pianta, che si tratti della forma, della complessità, delle proprietà curative o del fiore.


Narciso, noto per la sua bellezza e ossessione per se stesso, andò incontro alla sua fine quando rifiutò la dea Echo. Con il cuore spezzato dal rifiuto, Echo vagò per le foreste e le caverne finché non rimase nulla di lei se non il suono della sua voce (un'eco). Per punire Narciso, Nemesis, la dea della vendetta, lo attirò in uno stagno dove s'innamorò del proprio riflesso. Devastato dall'amore non corrisposto dalla sua forma riflessa, Narciso scivolò nell'acqua e annegò. Si dice che i narcisi seguano Narciso a causa della loro tendenza a crescere lungo le rive dei fiumi e i torrenti dove Narciso trovò la morte.

 

Eco e Narciso di John William Waterhouse


 

Hyacinthus era un popolare e affascinante principe di Sparta, ammirato sia dai mortali che dagli dei, in particolare da Zefiro, dio del vento del nord. Hyacinthus attirò, in particolar modo, l'attenzione di Apollo, dio del sole che lo scelse come suo amante. Zefiro divenne geloso della loro vicinanza e colse l'occasione per vendicarsi colpendo Giacinto sulla testa con un disco, uccidendolo all'istante. Apollo era così addolorato che cercò di impedire ad Ade di portare Hyacinthus negli Inferi. Tuttavia, una volta che si rese conto che le sue proteste erano vane, Apollo creò il fiore di giacinto dal sangue del suo amante morto, giurando che così facendo si sarebbe ricordato di lui per sempre. Secondo alcune leggende i fiori si sono poi induriti in pietra, e la pietra di giacinto è nota nei circoli spirituali per le sue proprietà protettive e il potere di scacciare la malinconia.


Apollo e Giacinto di Giambattista Tiepolo

 

Per celebrare il fidanzamento di Hera al dio Zeus, Gaia, la dea della Terra, regalò a Hera un albero di melo, da cui nascevano le mele d'oro. Felice del dono, Hera chiese che l'albero fosse piantato nel suo frutteto, il Giardino delle Esperidi, vicino alle montagne dell'Atlante. Alle Esperidi (ninfe della sera e tramonti dorati) fu affidato il compito di curare il giardino, ma rubarono per sé alcune delle mele d'oro. Hera quindi pose un immortale drago dalle cento teste chiamato Ladon a guardia del frutteto. Si ritiene che le "mele d'oro" si riferiscano alle arance, sconosciute agli europei fino al Medioevo. Ancora oggi "Hesperidoids" è il nome botanico greco degli agrumi.

 

Dipinto di Annibale Carracci


Nella mitologia greca, Circe era una maga con una vasta conoscenza di pozioni e veleni. Figlia di Helios e della ninfa dell'oceano Perse, risiedeva sull'isola di Aeaea. Circe è spesso associata alla Mandragola, una pianta che usava comunemente per trasformare gli uomini in animali. È meglio conosciuta per la sua apparizione nell'Odissea di Omero, dove, sulla via del ritorno dalla guerra di Troia, Odisseo e i suoi uomini si riposarono su Aeaea. Scontenta di ricevere visitatori non invitati, Circe trasformò gli uomini di Odisseo in maiali usando il potere della Mandragola. Protetto dall'erba Moly, Ulisse salvò gli uomini e diventò il suo amante. Lui e i suoi uomini rimasero con Circe sull'isola per un anno intero, prima che i suoi uomini riuscissero a convincerlo a riprendere il viaggio. La Mandragola era anche considerata un potente afrodisiaco se somministrato nelle giuste dosi, ed era usato nei rituali nel culto di Afrodite. Nell'antica vita quotidiana, veniva spesso prescritta per combattere l'insonnia e usata come anestetico per la chirurgia.

 

Circe offre la coppa a Ulisse

Sebbene nulla sia come sembra nella mitologia greca, l'antica conoscenza del potere delle piante è evidente. La personificazione della Natura sotto forma di Divinità riflette la loro dipendenza dal mondo naturale per la sopravvivenza e la longevità. La medicina naturale è stata da sempre consultata per tutte le questioni del corpo e dello spirito - anche gli effetti che alcune piante hanno sulla coscienza umana erano ben noti e spesso usati. Associando le piante agli Dèi e usando le piante come medicina, gli antichi capirono di avere accesso a qualcosa di potente e divino.

Vari miti e persino i nomi degli Dèi sono sopravvissuti attraverso la rappresentazione della vita vegetale e le loro forti associazioni con proprietà curative o dannose. Queste storie dimostrano anche una profonda comprensione dei cicli naturali e il desiderio di preservare questa conoscenza per le generazioni future.

domenica 12 luglio 2020

Hel protettrice dei bambini?

Premessa
Questo articolo si riferisce alle discussioni nate sulla pagina Facebook ufficiale nel post riguardante la festa di Hel e della sua presunta protezione sui bambini qui e con un primo chiarimento qui. Tale articolo è riproposto in toto qui.
Non mi piace tornare sugli argomenti che ritenevo chiusi, perciò, credetemi, sto facendo un grande sforzo. Mi si perdoni inoltre questa ulteriore precisazione, resasi necessaria perché alcune persone sono incapaci di capire la differenza tra dogma e religione, e tra divinità e archetipo. E in questi casi io dico sempre che tanto valeva rimanere cattolici, se è questo il modo con cui abbracciate la spiritualità (che spiritualità poi, se vi esprimete solo con odio, insulti e bestemmie - che ho dovuto cancellare dalla pagina. Complimenti per la "maturità").
Innanzi tutto voglio chiarire che io non sono una studiosa di mitologia norrena, bensì una studiosa di culti antichi e di festività precristiane, perciò non ho la pretesa di avere la verità in mano su un mito norreno, ma di certo conosco bene i meccanismi del sentimento magico-religioso antico.

Come già spiegato nel post precedente, non ci sono documenti storici che descrivano appieno la complessa e multisfaccettata idea divina di Hel, che gli studiosi ritengono possedesse e che testimonia un passato, quello norreno, denso di una spiritualità femminile preponderante, messa poi a tacere dal processo patriarcale, manifestatosi qui esattamente come nel resto della cultura mondiale.

Hel era certamente molto più profonda di come la conosciamo dalle saghe - unici documenti da cui sappiamo di lei. E come è ben noto le saghe non costituiscono affatto un documento storico approfondito perché, per loro stessa natura e per quanto ricche di metafore possano essere, sono poemi non particolarmente antichi, risalenti all'alto Medioevo (1100-1200) con alcuni passi che probabilmente possono essere fatti risalire a non prima del IV sec. d.C.. Dunque, la maggior parte della mitologia germanica, trasmessa oralmente, è andata persa (parole degli studiosi, non mie) e quello che sappiamo sugli Dèi norreni e sulle loro feste è appena la punta di un grosso iceberg.

Come già accennato nel post precedente, molte divinità arcaiche connesse agli inferi, detenevano anche la protezione sugli infanti, per esempio Hekate Kourotrophos (allevatrice di bambini). O la punica Tanit dea connessa alla fertilità a cui venivano affidati i bambini morti. E, ancora, Cerere/Demetra, Gea, Tellus, ecc... tutte divinità con la duplice valenza di protettrici dei bambini e aspetti ctoni che provengono dal loro regno: la Terra. La terra fertile, concetto che si estende alla fecondità umana, e la terra infera, che accoglie i morti. Volete il collegamento con Hel? Il suo nome significa "gelida" perché l'Helheim è un regno ipogeo ghiacciato (hel è correlato anche a hall: luogo coperto), perennemente avvolto nell'inverno; e come definireste la terra del sottosuolo in inverno, se non gelida? E non è forse da sottoterra che i semi spuntano a nuova vita?
Ogni mito antico possedeva l'idea che l'inumazione rendesse i cadaveri come semi piantati che in primavera sarebbero rinati; quello norreno non faceva eccezione.

Ma di certo non mancano altri esempi di dee infere protettrici dei bambini, e il motivo, come sempre, va ricercato nella logica storica: anticamente i bambini morivano molto più di frequente rispetto a oggi e dunque l'idea di una divinità che li accogliesse negli Inferi per accudirli così come avrebbero fatto i genitori, prese piede molto presto, quale conseguenza (antropo)logica del sentimento religioso dell'epoca. Infatti Hel non uccideva nessuno, a lei i morti venivano affidati. Ne consegue che "scopa o rastrello" sia un concetto medievale.

Ora: sappiamo che Hel era una divinità che donava la vita e la morte, ed essendo una dea arcaica, alcuni storici avanzano l'idea che possedesse - almeno in principio - le caratteristiche di dea madre, perdutesi progressivamente nel tempo. Ma non del tutto, come si legge nel passo di Jacob Grimm, qui in foto.
D'altronde Hel era la reggente dell'omonimo regno infero dove finivano tutti coloro che non potevano accedere al Valhalla: le donne, chi moriva di morte naturale e, ovviamente, anche i bambini.

Nello specifico Jacob Grimm teorizza che Hel (a cui si riferisce qui come Halja, la forma teorizzata proto-germanica del termine) è essenzialmente "l'immagine di una divinità femminile avida, inquietante" e che "più in alto ci è permesso di penetrare nella nostra antichità, il meno infernale e più divino potrebbe apparire Halja. Di questo abbiamo una garanzia particolarmente forte nella sua affinità con l'indiana Bhavani, che viaggia come Holda, ma è anche chiamata Kali o Mahakali, la grande dea nera [protettrice dei bambini, ndr], che negli inferi si suppone giudichi le anime: questo suo ufficio, il nome simile e la tonalità nera [...] la rendono estremamente simile a Halja. E Halja è una delle concezioni più antiche e comuni del nostro paganesimo teutonico."

Non è tutto. C'è un particolare molto importante, spesso ignorato, che però ha un grosso valore per l'argomento in essere: Odino assegna il regno infero a Hel quando questa è ancora una bambina. Che tradotto significa: in principio il regno infero era governato da una bambina.
Ecco quindi un ulteriore tassello al quadro generale e, credetemi, non è uno di quei dettagli da poco.
A questo proposito si veda qui sotto l'opera di Lorenz Frølich del 1906 dove Hel bambina viene accompagnata presso Odino per ricevere il suo regno.

Parlando con alcuni utenti mi è stato detto che anche nella loro esperienza ci sono state letture in cui si faceva riferimento a Hel quale protettrice dei bambini: tutte letture di qualche anno addietro, probabilmente di origine neopagana.
Difatti, con questo post, non voglio insistere dicendo che "sicuramente" Hel possedeva tale caratteristica, ma semplicemente esporre i fatti oggettivi per cui non si può escludere un suo coinvolgimento nell'argomento.
Come già detto non abbiamo documenti che lo mettano nero su bianco, ma è come dire che immergendo un bicchiere in mare e non trovandoci nessun pesce, si deducesse che il mare è privo di forme di vita. I documenti che non ci sono giunti non possono essere una prova del fatto che Hel non possedesse, al pari delle sue controparti indo-slavo-greco-romane, la protezione sui bambini.

Il dogma è una cosa, la logica storica è un'altra. E devo dire di essere rimasta molto delusa dalla quantità di persone che si sono dimostrate dogmatiche nonostante si dichiarino pagane, consigliando a me di documentarmi...
Bene, la mia parte l'ho fatta e mi sembra di essermi documentata abbastanza (qui di seguito la bibliografia). Ora però aspetto che quelle persone così tanto sicure delle proprie ragioni, tanto da insultarmi, portino altrettanti documenti in cui si dice chiaro e tondo che Hel non possedeva un legame con la protezione sui bambini.
Buona fortuna.
.
"Teutonic Mythology" di Jacob Grimm
"Sulle religioni. Documenti della storia universale" di Cesare Cantù
"Edda in prosa" di Snorri Sturluson
"Donne che corrono coi lupi" di C.P. Estés
"La Dea Bianca" di Robert Graves
"Skirophorion 2789" edito da Hellenismo
(da questa biblio mancano una decina di testi in cui si spiega come il concetto di terra si legasse ambivalentemente ai bambini e alla morte, così su due piedi: "Misteri Etruschi", "Il grano e la Dea" e "Il ramo d'oro" di Frazer) 


https://www.etymonline.com/word/hell#etymonline_v_9125
https://www.etymonline.com/search?q=hall
http://www.wyrdwords.vispa.com/goddesses/hel/prose.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Hel_(being)
https://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_norrena
https://it.wikipedia.org/wiki/Valhalla
https://it.wikipedia.org/wiki/Hel_(divinità)
https://it.wikipedia.org/wiki/Hel_(regno)
https://storia-controstoria.org/personaggi-e-miti/frau-holle-divinita-femminile-della-terra-che-passo-dallinverno-allinferno


Immagine di Lorenz Frølich:
https://en.wikipedia.org/wiki/Hel_(being)#/media/File:Loki's_children_by_Frølich.jpg

mercoledì 17 ottobre 2018

Tre nuovi video

Sul mio canale video ho caricato tre nuovi video molto diversi tra loro.


Il primo riguarda lo spettacolare complesso architettonico della Scarzuola, la cittadella esoterica situata in Umbria, realizzata negli anni 50/60 dall'Architetto milanese Buzzi. Nel video c'è una breve e particolare prensentazione del tour a cura di Marco Solari, nipote ed erede del Buzzi.

Scarzuola esoterica: introduzione di Marco Solari.



Il secondo è un video musicale di rilassamento ispirato alle sonorità acquatiche. L'ho realizzato in una giornata in cui necessitavo di relax e di ricarcarmi. Il suono dell'acqua miscelato con la musica ambientale è un toccasana. Ascoltatelo tutte le volte che ne sentite il bisogno.


 

Il terzo e ultimo video è l'Inno a Nikkal, un componimento melodico composto dal popolo Hurrita intorno al 1400 a.C. e dedicato alla dea Nikkal, patrona dei frutteti. E' stato scoperto a Ugarit (Siria) negli anni '50 e recentemente riprodotto da Micheal Levy, musicista e studioso di melodie antiche.